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Terni, una ditta esterna in caccia degli evasori di tariffe e tributi comunali

masselli
L’assessore Masseli

Sarà una ditta esterna a recuperare tariffe e tributi comunali non pagati. La decisione sarà operativa già alla fine dell’anno in corso. La decisione ha comportato una variazione di bilancio 2020-2021 con l’aggiornamento del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi, approvata con 20 sì, 11 no e 2 astensioni. Una modifica che consente, in sostanza, di pagare i possibili, futuri, agi al concessionario della riscossione e l’accertamento dei tributi comunali inevasi, con lì’obiettivo di recuperare 42 milioni di euro di tributi e tariffe non pagate negli anni precedenti. 

“Al termine di questa operazione – ha spiegato l’assessore al Bilancio Orlando Masselli –   contiamo complessivamente di incassare 90 milioni di euro.  Nel nuovo Dup, che andremo ad approvare entro l’anno, ci sarà la previsione della esternalizzazione, Il gestore farà il recupero sostituendo Equitalia, che finora si prendeva il 6 per cento. Con la gara pubblico ci sarà sicuramente un risparmio. Il concessionario andrà a colmare alcune passaggi mancanti delle direzioni scolastico e commercio.  Con la gara si andrà a risparmiare anche rispetto a Terni Reti che è una piccola struttura che non può essere sovraccaricata”. Al termine della votazione Masselli ha aggiunto: “Il voto espresso dalle opposizione è assolutamente in linea con l’inerzia, l’inattività e l’inefficacia, che i partiti che hanno governato la città hanno perpetrato in questi anni arrivando al quadro economico che noi abbiamo dovuto affrontare, anche per quanto riguarda la cifra record di 42 milioni di insoluti. Mi preoccupa altresì che chi  si era candidato ad essere  una alternativa a questa maggioranza abbia votato contro ad un atto che presuppone equità fiscale per tutti i ternani”.

Critiche al provvedimento sono state espresse in consiglio comunale da Uniti per Terni, Pd e M5s sull’atto presentato dalla giunta, in particolare sulla esternalizzazione. 
Emanuele Fiorini (Uniti per Terni) si è detto contrario “perché si vanno a regalare 480 mila euro a qualcuno per un lavoro che poteva essere fatto direttamente dal comune o dalla sua partecipata Terni Reti”. Valdimiro Orsini (Uniti per Terni) ha rincarato la dose: “Un dovere pagare le tasse e noi siamo per l’equità fiscale e per la lotta all’evasione ma questo atto desta numerose perplessità. In passato è stato deciso di potenziare l’ufficio tributi del comune, ora formato da 12 persone, c’è poi la partecipata Terni Reti che ha anche il compito della riscossione coattiva dei tributi. Ora si affida all’esterno non solo la riscossione coattiva ma anche l’accertamento. Perché non lo facciamo con le risorse interne insieme a quelle delle partecipate? Non è previsto nell’attuale Dup. L’aggio di base è di circa 5 milioni, risorse che potrebbero rimanere nelle casse del comune e nelle tasche dei contribuenti”. Per Francesco Filipponi (Pd) “L’esternalizzazione è una operazione che va a penalizzare in particolare Terni Reti perché è inutile avere una società partecipata se poi non la si utilizza appieno”.  Favorevole Maurizio Cecconelli (Fdi): “Finora non c’è stato il recupero crediti, ora si sta cercando di mettere fine a questo stato di cose. Con l’esternalizzazione costi minori”.  Così come Lucia Dominici (Fi) che ha chiesto che ci sia, ad esternalizzazione avvenuta, una ottimizzazione delle risorse interne finora utilizzate in queste funzioni

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