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Parco Sibillini, prima pietra per la nuova sede

Parco Sibillini nuova sede

A tre anni dalla notte in cui tutto cambiò, il 9 settembre 2019 è per Visso, e per l’intero territorio sconvolto dal terremoto, una delle date che segnano un nuovo inizio. Si è tenuta proprio a Visso, infatti, la cerimonia per la posa della prima pietra della nuova sede provvisoria del Parco dei Monti Sibillini.

Una giornata simbolica, l’avvio di un cantiere importante per l’intera comunità. ” Noi ci abbiamo creduto e ci siamo adoperati per questo risultato. Lo abbiamo fatto perché vogliamo restare in questi territori feriti e oggi poniamo una prima pietra in un quadro dove ancora però manca la ricostruzione”, ha sottolineato nel suo intervento Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e presidente facente funzioni del Parco. Orgoglio, soddisfazione, e gratitudine verso chi ha contribuito e contribuirà alla realizzazione dell’opera sono stati espressi da Gentilucci nel corso della presentazione del progetto alla quale sono intervenuti il direttore del Parco Carlo Bifulco, il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi, e il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia, nonché il Colonnello Roberto Nardi che ha portato il saluto dei Carabinieri forestali del Parco.
Presente anche Andrea Spaterna, docente dell’Università di Camerino, il quale ha rimarcato l’importanza del Parco e di questa nuova struttura come simbolo di una vera ripartenza per tutto il territorio. ” L’Università – ha dichiarato Spaterna – ha tre missioni: didattica, ricerca e interazione con il territorio “. Ed è proprio in questa costante interazione che le istituzioni, l’Unicam, ma anche le amministrazioni puntano ad un unico obiettivo: assicurare al Parco e al territorio un futuro vincente”.

La sede storica del Parco è duramente segnata dal sisma e su di essa incombe la minaccia di una torre campanaria pericolante, ma si è compiuto in queste ore “un passo di rinascita, un passo di ricostruzione che serve a mostrarci motivati ed operativi” ha proseguito Gentilucci. Più volte il presidente pronuncia la parola chiave per la comunità colpita dal terremoto: dignità. Se in passato la montagna era a rischio spopolamento, oggi il rischio è aumentato e la desertificazione fa paura. L’antidoto dunque è il Parco, percepito finalmente come risorsa, sempre nel rispetto della tutela del territorio. Un cambio di mentalità rispetto al passato e un nuovo modo di lavorare all’interno del consiglio direttivo: “Da quando sono presidente – ha aggiunto Gentilucci – non è mai uscito un no al fare le cose, ma solo dei come si devono fare perché crediamo che si possano trovare soluzioni adeguate nel rispetto della normativa”.

L’opera è già stata appaltata e per la conclusione dei lavori occorreranno circa sei mesi. Verrà realizzato un edificio NZEB, ossia ad energia quasi zero, interamente in legno, di 700 mq su un unico livello, dotato di sistemi di risparmio energetico. Nel profilo della struttura viene ripreso il logo dell’Ente Parco che simboleggia la montagna che vive.

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