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Caos, personale già in servizio sacrificato: i sindacati si rivolgono all’Ispettorato del Lavoro

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Ci risiamo. Dopo la Cascata delle Marmore e Carsulae nascono questioni per la gestione del Caos, ossia dei servizi museali e teatrali del Comune. Noto che la concessione è stata appannaggio della società Cooperativa “Le macchine celibi” per un corrispettivo di spesa, da parte del Comune di Terni, di un milione 881 mila euro e spicci da suddividere in trances annuali dal 2020 al 2027.

“Le macchine celibi” è una coop di Bologna che si presenta così: “Fin dalla sua costituzione la cooperativa ha svolto un’intensa attività di promozione e di divulgazione dell’arte contemporanea, organizzando mostre e rassegne che hanno visto esposte opere di artisti affermati (Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Piero Gilardi, Gianfranco Baruchello, Nicola Carrino, Paolo Scirpa…), ma anche di giovani artisti che operano a Bologna, in Italia, all’estero. Di particolare rilievo la gestione della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea del Comune di Castel S. Pietro Terme (BO), dal 1998 al 2000, e quella della Galleria Comunale d’Arte del Palazzo del Ridotto, per conto del Comune di Cesena, iniziata nel luglio del 2001. I giovani artisti hanno trovato spazi stabilmente destinati all’attività espositiva dapprima nei locali di Zoom – Laboratorio delle Arti Contemporanee, in via Mascarella, e attualmente presso l’Expo Art del Centro polivalente giovanile di Villa Serena, gestito in convenzione con il Quartiere Reno di Bologna”.

Quali sono i problemi a Terni? L’applicazione della clausola sociale, intendendo soprattutto, l’impiego del personale che era già in servizio al Caos con annessi e connessi. “Dopo i primi incontri con la cooperativa aggiudicataria dell’appalto, alla quale abbiamo chiesto il piano di riassorbimento del personale e dopo un incontro avuto con l’amministrazione comunale presso l’assessorato alla Cultura del vice Sindaco Andrea Giuli, in cui abbiamo chiesto particolare attenzione al rispetto della clausola sociale e chiarimenti sui dati del personale impiegato, abbiamo rilevato diverse criticità” denunciano i sindacati di categoria di Cgil,Cisl e Uil.

Criticità che sono state confermate nel corso di un’assemblea dei lavoratori interessati. In particolare – si legge in una nota sindacale – “le incongruenze riguardano le tabelle del personale impiegato nel servizio, con l’evidenziarsi di una completa differenza tra quelle pubblicate nel bando di gara e quelle forniteci dalle aziende uscenti. Sottolineiamo, inoltre, come anche il monte orario previsto nelle suddette tabelle mostri notevoli discrepanze tra i due documenti. Per quanto riguarda il piano di assorbimento del personale, l’azienda aggiudicataria intende, contrariamente alla ratio della clausola sociale, impiegare personale proprio, già utilizzato in altri servizi e destinare una piccola parte residua di ore di lavoro al personale già in servizio” il quale, si ricorda è “titolare dei diritti di cui alle clausole sociali e con proposte di contratti di lavoro che riducono al di sotto di ogni criterio di proporzionalità, mansioni, retribuzioni e tutele”.

Cgil, Cisl e Uil chiedono al Comune di verificare la corretta applicazione della clausola sociale, essendo essa condizione di ammissibilità alla gara pubblica, mentre sollecitano l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro.