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Terni-Rieti, forse è la volta buona: ci sono i soldi per completare la strada

Terni-Rieti

La notizia la butta là Giuseppe Chianella, assessore regionale alle infrastrutture, a Terni, al convegno promosso dall’ordine degli architetti tenutosi oggi, 18 dicembre: la Regione Lazio ha finalmente trovato la disponibilità – ha in sostanza riferito Chianella – per il completamento della Terni-Rieti. Si tratta di circa settecentomila euro, per realizzare il breve tratto mancante. E i lavori saranno completati nel mese di maggio 2020.
In quella data – a meno di slittamenti sempre probabili – sarà finalmente una realtà completa il collegamento stradale che già “faceva scandalo”, nel 1958 a causa dei ritardi nella decisione di farlo o non farlo, poi di quale tracciato… E via dibattendo. Non ci sono errori di stampa o di tastiera (se si vuole): si parla proprio di sessantuno anni fa.
Poi alla fine quella strada, anche se non competa del tutto la si è fatta. E’ nata. Anche se è nata vecchia: nel XXI secolo può davvero essere considerata una grande “superstrada” un collegamento a due corsie, una ad andare ed una a venire? Tant’è, anche perché, specialmente per l’Umbria del Sud pare che si sia costretti a fare di necessità virtù e a “zompare” di gioia per questo poco che è toccato. Perché Chianella è stato chiaro: purtroppo non ci sono novità per quanto riguarda la Terni-Civitavecchia, né per il completamente Terni Spoleto.

Accade proprio come ha sostenuto, a quello stesso convegno, il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Flamini: “Tra associazione di categoria e Camera di Commercio so’ vent’anni che sento sempre parlare delle strade Terni-Rieti, Terni-Civitavecchia, Terni-Spoleto”.
Ma di quella bretella trasversale che dovrebbe traversare l’Italia centrale unendo il Tirreno all’Adriatico, si ricorda qualcuno? Che fine ha fatto quel “progettone”. Perché va ricordato che il piano in cui esso rientra, è davvero ambizioso: si tratterebbe, praticamente, di un collegamento simile a quello che sarebbe costituito nel Nord Italia con la Tav. Un corridoio che tra strade e traghetti legherebbe i porti europei dell’Atlantico (Lisbona, prima di tutto) all’Europa Centrale.
Se ne è riparlato mesi addietro, quando il Porto di Civitavecchia ed il porto di Ancona hanno fatto passi avanti in questa direzione, concludendo un accordo importante se è vero che per farlo conoscere si è organizzato un convegno il quale ha registrato l’interesse di amministrazioni comunali e provinciali, laziali, marchigiane ed abruzzesi, e delle Regioni Lazio, Marche e Abruzzo. E l’Umbria? Dall’Umbria non ci andò proprio nessuno. Nemmeno si parlò della faccenda, da queste parti. La questione fu “ripescata” una settimana dopo, quando gli operatori economici perugini promossero un convegno (anche loro) per parlarne e sostenere che si trattava di un’occasione da non perdere. Perché poi, alla fine, se quella bretella passa settanta chilometri più su o più giù alla altre Regioni non interessa. Ma al territorio dell’Umbria del Sud, sì.