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Skateboard, la parola magica con cui Terni rilancia la periferia

skateboard
Il “campetto” del quartiere San Giovanni

Domenica mattina, 2 maggio, cielo coperto. Da un momento all’altro arriverà la pioggia. Non se ne preoccupano, alle 9 e mezza, quei due ragazzini che corrono passandosi il pallone, lì, al campo polifunzionale del villaggio San Giovanni a Terni. Niente d speciale come impianto, intendiamoci: una piazza praticamente; di asfalto, le porte… Al quartiere San Giovanni è “il campetto”. Lo realizzarono negli anni ’80, quando il Comune decise di dotare di un minimo di attrezzature per il tempo libero i villaggi dell’immediata periferia.

A San Giovanni, non c’era e non c’è altro. Estate, inverno, primavera o autunno, lì si  concentrano i ragazzini del “villaggio” per dare due calci al pallone, giocare a pallacanestro… e lì, lungo il muretto che delimita il campo si siedono anziani e meno anziani a chiacchierare. Magari si portano la sedia da casa. Lì si aggirano bambini alle prese col triciclo, nonni che rincorrono le automobiline che i nipoti regolano col telecomando. Insomma, a parte i soliti bar, è l’unico punto di incontro, l’unico che promuova socialità.

Adesso, però, basta. Il Comune di Terni  ha inserito quello spazio in un ”pacco” che consentirà di affidarlo in concessione a un privato. Se vuoi pestare quell’asfalto che fai? Paghi. Soldi, soldi… Contano solo i soldi e, ovviamente, si sa il perché e si sa che il colpevole, nonostante siano passati degli anni, ha sempre la faccia del maggiordomo.

E così, San Giovanni quartiere popolare ternano diventerà la sede di uno dei maggiori centri europei –dicono quelli del Comune – dello skateboard. Lo skateboard! Quel tavolone su ruote come un grande pattino che fa tanto ”amerikans”. Un impianto sportivo che a Terni serve come il pane.

E non dicano, gli abitanti di San Giovanni che non apprezzano lo skateboard che è , specie nelle periferie ternane, una sorta di sport nazionale, com’è noto. Quell’impianto proietterà il quartiere San Giovanni, tutto incravattato, nel gotha dello skateboard europeo. Pensa tu che soddisfazione!

Alla gente dovranno spiegarglielo di nuovo però, perché per ora a San Giovanni non apprezzano.

Domenica mattina 2 maggio, poi, la pioggia scese a catinelle per una mezz’ora. I due ragazzini sparirono, ma appena l’acqua ha smesso di cadere… rieccoteli lì. Anzi ora sono in tre. Tra gli schizzi che alzano quando mettono i piedi  nelle pozzanghere: corrono, s’inseguono, si passano il pallone… Poi un tiepido raggio di sole. E c’è pure chi si ferma a fare quattro chiacchiere.

Lo skateboard non entusiasma nessuno, tanto più che quello spazio sarà sottratto alla comunità. Hanno fatto un gruppo Facebook, hanno messo striscioni, hanno incontrato l’assessore “al ramo” il quale ha risposto “Sorry, è già tutto deciso. Ma perché, avreste voluto dire la vostra o magari essere informati? Anche voi?”. Ma guarda tu che pretese, come se a governare una città fosse capace chiunque!

Poi la risposta ”concreta”: limeremo qualche metro da lasciare per i quattro calci al pallone, ma non fate casino sui giornali. Una limatina di qua, una di là, ma lo sanno tutti che non basta. E la lotta continua

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