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Lo strano caso di Ferentillo: i consiglieri fanno saltare il sindaco eletto a maggio

ferentillo valnerina terni
Enrico Riffelli, il sindaco di Ferentillo

Il fatto che non si capisce è: perché? Perché sei consiglieri comunali su undici si sono dimessi ed hanno provocato la crisi fatale per l’amministrazione comunale di Ferentillo? Uno e trino il sindaco Enrico Antonio Duilio Riffelli, unico candidato nel mese di maggio scorso alla carica di primo cittadino sostenuto da un’unica lista civica che a lume di naso doveva esser nata sull’onda del mettiamoci insieme per fare il bene del nostro paese. “Cuore e Ragione” si chiamava e si chiama la lista civica di Ruffelli che, guarda caso, per il giorno 8 febbraio pomeriggio aveva convocato un’assemblea popolare “in cui risponderò alle domande dei cittadini”. L’ha convocata quand’era sindaco,se non la rinvierà essa ora assume tutta un’altra veste

Ma perché i suoi consiglieri lo hanno sfiduciato? Loro dicono la cosa che dicono tutti quando provocano un terremoto come quello del 7 mattina: “Dopo approfondita riflessione sulle esigenze della nostra collettività e sugli importanti progetti in corso, abbiamo ritenuto che le dimissioni fossero l’atto più corretto e responsabile per il bene del paese”. E poi: “Gli atti inopportuni avallati dal sindaco in spregio agli indirizzi consiliari e non rispondenti, a nostro avviso, all’interesse della collettività, ci hanno fatto considerare le dimissioni come l’unico atto che potesse assicurare l’opportunità a Ferentillo di tornare presto al voto”. Ovvamente aggiungono che loro interesse è quello di dare risposte alla comunità ferentillese e che non sono attaccati alle poltrone ma “unicamente al bene del paese”.

Insomma: perché? Quali sono questi atti inopportuni? Non potevano indicarne almeno un paio? Cosa contestano al sindaco? Eppure l’assessore esterno (il suo predecessore Paolo Silveri) in giunta non c’è più. Le quote rosa che tanto dibattito hanno alimentato a suo tempo persino con ricorsi al parere del Tar, alla fine sono state accettate. E se anche così non fosse, che si paralizza l’amministrazione del paese senza cercare un accordo su questo? E’ ovvio che c’è di più e comunque dell’altro. In ogni modo non si può dar certo torto a Thomas De Luca, consigliere regionale del Movimento 5S quando sostiene: “Non conosco i retroscena e gli intrecci politici che hanno portato alla fine prematura della consiglio comunale di Ferentillo, ma lo ritengo uno spettacolo inaccettabile. Una sola lista, un solo sindaco, un solo programma e non sono stati capaci di sedersi intorno ad un tavolo e trovare una sintesi per il bene della comunità. Mentre si è data vita a questo teatro di litigi spiccioli sono stati persi finanziamenti regionali importanti per lo sviluppo turistico e la tutela del territorio. I cittadini ferentillesi pagano profumatamente tasse e servizi ed hanno diritto ad un’amministrazione seria che pensi a risolvere i problemi, non a crearli”. 

Fate un po’ voi!, viene naturale aggiungere. Magari usando davvero “Cuore e Ragione” che a prima botta, sembra siano mancati. Specialmente la seconda, che hai detto.

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