Istituto Briccialdi “strozzato” dai debiti che nessuno vuol pagare

Briccialdi

Debiti. E’ questo il motivo per cui Terni rischia di perdere l’Istituto Musicale Briccialdi, una delle rare occasioni di fare cultura in un’intera città. Debiti che rischiano di vanificare la possibilità di statizzazione del Briccialdi, la quale, oltretutto va perseguita e perfezionata in tempi spediti.

Chi dovrebbe pagarli questi debiti? Il Ministero del’Istruzione, Università, Ricerca – il Miur – che non ha ancora erogato il fondo speciale 2018 per gli istituti in difficoltà, già stanziato ma non pervenuto, mentre si farebbe conto anche sul contributo 2019, che però si sta ancora aspettando. La Regione Umbria, che ha sempre contribuito con una propria quota, il Comune di Terni  che, però, ha dimezzato la quota stanziata come proprio contributo, pur restando il principale “azionista” del Briccialdi nato e cresciuto come Istituto Musicale comunale.

Alle corte: secondo il personale docente del Briccialdi, che vanta qualche mese di stipendi non corrisposti, sarebbe il caso che si stringessero i tempi per un accordo tra Comune e Stato il quale non vuol farsi carico dei debiti pregressi. Un accordo che servirebbe anche per evitare – spiegano le Rsu del personale del Briccialdi – che ci siano pareri ostativi nel momento in cui si avvierà la procedura di statizzazione, in base ai dettati del decreto interministeriale che disciplina la statizzazione degli ex Istituti Pareggiati e che ha fissato il crono-programma per cui gli Istituti hanno 90 giorni di tempo per produrre l’istanza di statizzazione a partire dall’apertura della procedura telematica.

Al Briccialdi, gli insegnanti, sono in stato di agitazione dal 13 febbraio ed ora hanno annunciato l’occupazione dell’’Istituto. Un’occupazione che, al momento, ha il valore di un “urlo” che richiami in maniera efficace nella sua disperazione, l’attenzione sul problema dell’istituto musicale e della sua permanenza.

“L’occupazione partirà dalla settimana prossima, probabilmente già da lunedì – spiegano i rappresentanti sindacali – . I docenti non vogliono creare alcun disagio agli allievi: loro sono il vero valore dell’Istituto e anche il motivo per cui noi siamo qui. Le lezioni, gli esami, le tesi, le masterclass, i concerti verranno garantiti. Anzi l’attività didattica e concertistica grazie all’occupazione verrà ampliata con altre iniziative fatte a titolo gratuito dal corpo docente. Ne verrà data notizia anche attraverso i ocial network. Ci sarà un’apertura alla città, desideriamo che tutti sentano l’Istituto come un bene che i cittadini ternani devono proteggere”.  

Si vuole che i ternani sappiano fino in fondo che cosa hanno al moneto col Briccialdi e, di converso, cosa rischiano di perdere. Il corpo docente pone innanzitutto una questione: essere messo nelle condizioni di conoscere fino in fondo lo stato dell’arte e essere coinvolto nelle azioni da portare avanti per scongiurare la sparizione del conservatorio.

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