Covid in Umbria: 11 contagi in quattro giorni. “Casi d’importazione – dice la Regione – tutto sotto controllo”

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L’assessore Coletto

Niente di allarmante, il virus è sotto controllo. Ma non è scomparso, come si sa. Venerdì mattina, 31 luglio, i positivi in Umbria restavano 23. Martedì 4 agosto (alle 10 del mattino) sono diventati 34, vale a dire che in quattrO giorni si sono individuati 11 casi: nove nel corso del week end, due nella giornata di lunedi. Dei 34 positivi sette sono ternani, tre dei quali ricoverati; sei perugini, 4 di fuori regione.

“Per far sì che l’Umbria continui ad essere una regione sicura va stabilito un patto di alleanza tra il singolo cittadino e le istituzioni a difesa della comunità”: afferma l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto. Il quale spiega ai cittadini che la situazione è costantemente monitorata e che si tratta, al momento, di cluster tempestivamente individuati con piccoli numeri e per i quali sono in isolamento tutti i contatti in attesa di definizione diagnostica, per cui i numeri potrebbero aumentare. L’assessore, evidenziando che “nel complesso non sono stati superati i 10 casi settimanali, peraltro tracciati e isolati tempestivamente dai servizi di prevenzione sanitaria”, vuole fare anche appello al senso di responsabilità di ognuno affinchè “si rispettino le misure di prevenzione”.<br>“Quasi tutti i casi registrati nell’ultimo periodo sono d’importazione  – spiega l’assessore – Ecco perché in questa fase è estremamente importante che tutti i soggetti che rientrano in Umbria da un paese estero avvertano tempestivamente i servizi sanitari. E’ un modo questo, per proteggere se stessi, i propri conviventi, la cerchia di familiari e di amici e la comunità intera, perché se ci fosse un soggetto positivo, appena identificato si isola e si impedisce la circolazione virale e l’allargamento di un eventuale focolaio”.
“Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti – aggiunge l’assessore –  che il contagio può essere ridotto se si usano le misure di sicurezza, quindi distanziamento, uso della mascherina e lavaggio delle mani. A queste semplici misure va aggiunta la comunicazione tempestiva ai servizi di prevenzione se si rientra da un altro paese o se si ospitano persone arrivate dall’estero. Chi ha sintomi simil influenzali dovrà adottare la precauzione  di non uscire di casa e contattare telefonicamente il medico che, a sua volta, manderà a i medici delle  Unità speciali di continuità assistenziali delle Aziende per una valutazione”.
“Se ognuno di noi adotta queste accortezze, sarà poi cura del Servizio sanitario regionale di intervenire tempestivamente per gestire i vari casi e, se necessario, di individuare le giuste soluzioni per gli isolamenti fuori dall’abitazione abituale, proteggere i nuclei familiari. In questa fase – conclude Coletto – si sta tenendo alta la guardia anche per proteggere le strutture ospedaliere e le strutture comunitarie tipo Residenze protette e le Rsa dove ci sono i pazienti più fragili”.