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Virus, il piano di contenimento: 127 posti di intensiva e 222 sanitari da assumere

L’assessorfe Coletto e il direttore Dario

“La Regione Umbria  dalla data di dichiarazione dello stato di emergenza, il  31 gennaio, ha adottato molti atti che hanno prodotto una trasformazione dei processi di erogazione delle ordinarie prestazioni sanitarie da parte delle strutture pubbliche”: l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto ripercorre le tappe dell’impegno dell’Umbria per contrastare gli effetti della pandemia. “Ora, attraverso il Piano di Contenimento – aggiunge Coletto – abbiamo individuato linee di indirizzo ed indicazioni operative che ci consentiranno in caso di peggioramento della situazione di modulare efficacemente la rete ospedaliera e le attività assistenziali del territorio attraverso una progressione organizzativa che ha al centro la sicurezza di   pazienti e operatori,  percorsi separati per Covid positivo/sospetto e non, dell’appropriatezza clinica e organizzativa nell’utilizzo dei  posti letto e del personale. Questo perché la comunità umbra non può rimanere senza il sost4egno della sanità sul territorio”.  “Il Piano di Riorganizzazione emergenza COVID-19 – Potenziamento rete ospedaliera,  dettagliava sia la riorganizzazione dei percorsi sanitari, che la riorganizzazione e il potenziamento dei posti letto e della rete dell’emergenza che il Sistema ospedaliero regionale sarebbe andato ad affrontare in casi di seconda ondata epidemica, prevedendo anche la realizzazione di un Ospedale da campo. La delibera illustrava lo sviluppo dei posti letto di terapia intensiva e il numero di posti letto di terapia semintensiva complessivi da riconvertire. Tale Piano è stato approvato dal Ministero della Salute” spiega.

   “Con la ripresa dell’epidemia e con rischio di una seconda ondata e in attesa dell’adeguamento previsto con l’atto adottato in precedenza – specifica il Direttore regionale alla sanità Claudio Dario, è stata definita una strategia nell’utilizzo della rete regionale ospedaliera con la previsione di quattro livelli subentranti di interventi con l’obiettivo di contenere il rischio di sovraccaricare le singole strutture sanitarie e garantire contemporaneamente il più possibile, adeguati livelli di assistenza per altre tipologie di pazienti tenendo conto della sicurezza di pazienti e operatori, dei percorsi separati per COVID positivo/sospetto e non, dell’appropriatezza clinica e organizzativa nell’utilizzo delle risorse ‘posto letto’ e ‘personale’ in un’ottica di rete regionale e di flessibilità organizzativo-gestionale. Dopo il primo Piano adottato dalla Giunta che prevedeva già posti covid e generalisti distribuiti nella rete ospedaliera regionale, ora – aggiunge Dario – è stato approvato il “piano di contenimento” che prevede circa 576 posti letto”.

Si prevede di arrivare a 127 posti letto di Terapia Intensiva, 78 per l’intensiva  Covid e 49 per l’intensiva generalista modulabili in relazione alle necessità, spiegano i responsabili umbri della sanità. Sono inoltre previsti 62 posti letto di terapia sub-intensiva da realizzare nella dotazione delle discipline mediche e lo sviluppo li porta a 74 con incremento di ulteriori 12 rispetto alle disposizioni. “E’ chiaro che lo sviluppo dei 127 posti letto di TI e dei 74 di terapia sub-intensiva è realizzato in maniera straordinaria non essendo ancora avviati i lavori previsti per la realizzazione strutturale e definitiva. Questa configurazione – sottolinea Dario – può essere ulteriormente sviluppata nelle stesse strutture in relazione alla necessità legata all’emergenza e alla possibilità di ampliamento degli spazi da dedicare e del personale necessario. Nell’ambito del Piano di Contenimento si è inoltre provveduto ad individuare come Covid Hospital fra i DEA di I livello l’Ospedale di Spoleto prendendo in considerazione la situazione geografica, il numero di posti letto, la distanza da altri Ospedali e  la specificità. Come Covid Hospital a minore intensità assistenziale è stato invece individuato l’Ospedale della Media Valle del Tevere in considerazione della geo-localizzazione della struttura, della possibilità di attuare la riconfigurazione strutturale in maniera celere, del   possesso   di   una   distribuzione   spaziale   che   consenta   di   individuare   aree   indipendenti da adibire a spazi assistenziali per pazienti Covid positivi”.

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Il piano di IV livello quindi, che consentirà di gestire sia i pazienti covid che le altre attività, prevede infine l’assunzione di 222 unità di personale sanitario, tra cui 23 medici di varie specialità, 35 anestesisti, 116 infermieri e 48 OSS.