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Viale Brin, non tutti gli alberi vengono col buco

I “monconi” dei tigli segati in viale Brin

Il problema è: molti alberi nella città di Terni sono stati abbattuti. Molti altri sono a rischio. Perché malati, perché pericolosi minacciando di cadere, perché creano danni e dissesti alle strade, con altri conseguenti pericoli. Come contestare, ad esempio, la necessità dell’intervento a via Bramante?

Il problema quindi è: com’è possibile salvare il salvabile. Ed è questo che va affrontato. Inutile buttarla in caciara andando a cercare le colpe di quelli di prima e le colpe di quelli di adesso. Chiaro è che la questione non è ascrivibile agli ultimi mesi.

L’impressione è, però, che in questi ultimi mesi pari che si brucino le tappe, magari alla ricerca di gratificazione, cedendo alla voglia impellente di dimostrare chissà che. E’ necessario, ad esempio, che si intervenga massicciamente ed in contemporanea in tante zone cittadine e che, soprattutto, si imbocchi sempre la strada più semplice, rapida ma anche drastica, ossia quella della motosega?

E c’è chi riesce a dividersi anche su un problema che è di tutti (o per qualcuno questa ecatombe di verde è positiva?), schierandosi su due schieramenti da stadio e non mostra la volontà di andare avanti mantenendo un minimo di senso di comunità.

La si butta in polemica: quella solita e ormai stucchevole tra quelli di prima e quelli di adesso, lasciando spazio ad una politica e ad una società del rancore, della rivendicazione, degli insulti da trivio, che non fa onore a nessuno e soprattutto non fa il vantaggio di nessuno.

Come sempre accade, oltretutto, c’è chi certi atteggiamenti li usa, ci soffia sopra per proprio tornaconto elettorale.

La vicenda dei tigli segati nell’ex viale Brin, quelli davanti alla fabbrica d’armi non può non far sorgere interrogativi del genere. E suggerisce una serie di domande.

Perché, per esempio, un funzionario comunale si preoccupa di diffondere, privatamente, foto di un tiglio evidentemente mal ridotto ma non degli altri? Anche quelli probabilmente erano malati, ma ad un occhio profano qualcuno di essi, per quel che ne rimane, appare come sano, in qualche caso anche più giovane. Perché non si spiegano in modo che tutti possano capire i motivi che hanno reso necessario l’intervento? Perché non si fa sapere se sono state ricercate soluzioni meno cruente e quali? E alla fine: almeno facendo faccia di circostanza, ma non si potrebbe anche mostrare un po’ di dispiacere per il cambiamento del volto di una città?