Treofan, la Rsu dichiara lo stato “di agitazione”

Treofan

Adesso alla Treofan hanno deciso di rendere il “gioco” più duro e hanno dichiarato lo stato di agitazione. La Rsu dello stabilimento di Terni del gruppo, conta così si riuscire a farsi sentire, ad ottenere una risposta all’interrogativo che ne riassume tanti altri: quale futuro si è stabilito di dare allo stabilimento di Terni?

Per ora si è fermi alla risposta che l’amministratore delegato del gruppo, Manfred Kaufman, dette ai rappresentanti delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil alla fine di febbraio. Kaufman parlò delle gravi difficoltà di mercato dei film in polipropilene biorientato (BoPP), aggravate dall’epidemia del coronavirus e dall’ingresso sul mercato del packaging del tabacco, quella di punta a Terni, di produttori indiani. Difficoltà di mercato – ha specificato Kaufman – che riguardano tutti gli stabilimenti compresi quelli di Jindal, la “casa madre”, e non solo quello di Terni. E comunque, aggiunse Kauffman, “riguardo al futuro dello stabilimento di Terni non è stata ancora presa alcuna decisione, ma il persistere di una situazione di mercato come quella attuale non sarà a lungo sostenibile ed il futuro degli stabilimenti si giocherà sulla competitività e l’efficienza tra di essi: condizioni definite essenziali per partecipare alla ripartizione degli ordini. A tale proposito gli ordini alla Treofan di Terni hanno subito un crollo essendo calati dalle mille tonnellate del gennaio 2019 alle circa 270 del gennaio 2020”.

“Nonostante tutti gli sforzi fatti per addivenire a soluzioni condivise e per ottenere riscontri su tematiche fondamentali per la normale operatività del sito – dice l’Rsu nell’annunciare lo stato di agitazione dei dipendenti – siamo costretti a denunciare l’assoluta difficoltà di ogni qualsiasi forma di relazione sindacale, a causa di una mancanza di potere decisionali anche su punti importanti come sicurezza e manutenzione”.

E non basta, perché a quanto sostiene il sindacato “Non è stata neanche ufficializzata la nuova struttura aziendale di Terni. Non si è rispettato nessuno dei punti del “piano industriale “presentato al Mise nel Marzo 2019, in particolare il Mix produttivo e Volumi.
“Siamo venuti a conoscenza – dicono i rappresentanti dei lavoratori – che gli altri stabilimenti del gruppo marciano regolarmente, mentre Terni, definito più volte “strategico”, ha il suo impianto principale (laccatrice) che negli ultimi 5 mesi ha effettuato numerosi fermi per mancanza di ordini”.
Adesso si aspettano risposte dall’incontro la Mise previsto per venerdì 15 maggio e con la Rsu che, vista la situazione, ritiene “necessaria e fondamentale” la propria presenza.

A battersi, comunque, il sindacato e i lavoratori sono da soli.

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