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Terni, salvata dall’organizzazione e dalle professionalità del “Santa Maria”

ospedale Terni
Ospedale Terni, il pronto soccorso

Della sanità pubblica si parla solo per segnalare qualche problema, spesso invece le cose funzionano a dovere, ma le buone notizie – sembra – non fanno… notizia. Ne nasce una visione a volte distorta di una realtà che vede impegnate grandi professionalità, e che nonostante difficoltà oggettive – dalla scarsità di personale a spazi fisici non sempre adeguati alla bisogna – porta avanti il proprio impegno giorno dopo giorno. La sanità pubblica, insomma, non è solo malasanità. E’ per questo motivo che fa piacere riportare la lettera dei familiari di una paziente di 34 anni che vuol essere una “lettera di ringraziamento e di encomio a tutto il personale medico e paramedico del 118, del Pronto Soccorso dell’Azienda ospedaliera S. Maria di Terni, dell’equipe del Dottor Passalacqua ed in particolar modo al Dottor Alligritti”.

“Durante il pomeriggio del 28 gennaio 2020 la giovane donna ha improvvisamente accusato sintomi che non le permettevano di rispondere a sollecitazioni visive, né vocali, né motorie.

Il compagno immediatamente ha avvisato il 118 il cui personale è accorso subito effettuando il primo soccorso e riconoscendo immediatamente la gravità del caso (Ictus). In pronto soccorso la paziente è entrata in codice rosso , in pochi minuti veniva confermata la diagnosi (Ictus Cerebrale su base ischemica) e riceveva le prime cure del caso in brevissimo tempo. Avviata al reparto di Radiologia Interventistica la paziente veniva, entro poco più di un’ora dall’insorgenza dei sintomi, sottoposta ad delicatissimo intervento di disostruzione di una arteria cerebrale che permetteva una immediata ripresa della giovane paziente con completa regressione dei sintomi.

La famiglia, spinta da una sincera e profonda gratitudine, in un momento in cui si parla frequentemente di malasanità, è a testimoniare l’elevato livello di competenze professionali ed umane di tutto il personale operativo nei suddetti reparti, dove la corsa contro il tempo, in casi come questi, è fondamentale ed il passare del tempo è letale. A conferma di quanto sopra si calcola che la paziente ha avuto i primi sintomi alle ore 16,30 ed alle 18,30 è uscita dalla sala operatoria cosciente, con la riacquisizione motoria e l’uso della parola. Un profondo grazie di cuore a tutti coloro che con la competenza professionale, l’esperienza e soprattutto con la necessaria tempestività hanno donato di nuovo un percorso di vita normale a mia figlia.

Una mamma

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