Terni, il Comune e il “crostino” Federighi: l’opposizione sollecita soluzioni

Federighi ForZA iTALIA
Raffaello Federighi

No, non è una questione “prettamente politica” quella che si sta affacciando agli onori della cronaca ternana e che vede al centro di tutto il consiglio comunale. E’ una questione “partitica”, casomai; di guerre tra personaggi  “impegnati” sotto insegne di partito ma – come dimostrato proprio da tante vicende di cui i banchi di Palazzo Spada sono testimoni – pronti a cambiarle nel rispetto dell’assunto che per loro l’importante non è l’insegna, ma chi la tiene in mano.

Non fossero stati pochi i cambiamenti, le entrate e le uscite a causa di nomine di assessori, di candidature su altri fronti, di corsa a salire sul carro del più forte o di chi poteva comunque permettersi il lusso di assicurare sedie e strapuntini.

Ora c’è una vicenda di ritorno, è proprio il caso di dire. Il ritorno in consiglio di Raffaello Federighi, dichiarato decaduto a settembre del 2018. Dopo quasi due anni di silenzio ora vuole e ha formalmente chiesto di rientrare nell’assemblea cittadina. Nel 2018 fu eletto nella lista di Forza Italia (in verità subentrò dopo che due colleghi di partito si dimisero per essere entrati nella giunta Latini “Uno”), ma dopo poche settimane fu dichiarato  decaduto  in ossequio alle regole previste dalla legge Severino. In verità gli strali appuntati su Federighi erano più d’uno: una condanna a oltre due anni per un fatto verificatosi trent’anni fa; il coinvolgimento in un processo di bancarotta per i cinque mesi in cui era stato direttore generale della Meraklon; la sussistenza di alcune bollette non onorate, riguardanti tariffe comunali. Non era l’unico, per la verità, a trovarsi invischiato in quella che fu chiamata “bollettopoli” , datosi che c’era di mezzo il sospetto di false dichiarazioni rese al momento della candidatura. Tutto si risolse per il meglio per tutti, ma non per Federighi. Che ora però – appunto dopo quasi due anni di silenzio – avanza la richiesta di essere riammesso nel posto cui lo hanno designato 234 elettori ternani. Lo fa dopo aver incassato la dichiarazione di estraneità sia alla faccenda di bollettopoli che a quella Meraklon e dopo aver avuto la riabilitazione per quel vecchio fatto accaduto ai tempi in cui era ufficiale dei carabinieri.

Candido come una camicia lavata di fresco, Federighi vuol tornare a Palazzo Spada.

Un vero e proprio “crostino”. Perché nel frattempo qualcosa è successo. Il posto di Federighi è stato assegnato a Valeria D’Acunzo la quale manco ha scaldato la tavola d’appoggio sullo scranno di Forza Italia, per annunciare il passaggio al gruppo misto e trasmigrare poi nella Lega. Ma se quel posto fosse spettato a Federighi? Può acccadere che gli atti compiuti col concorso di D’Acunzo presentino vizi formali? Probabilmente no, ma chi può escludere a priori contenziosi futuri?

Il consiglio comunale è ora chiamato a rispondere alla richiesta di Federighi, e l’opposizione si butta a pesce. “Chiarezza sui passaggi istituzionali e risposta immediata alle richieste di Raffaelllo Federighi” sollecitano infatti i consiglieri di Senso civico, Pd, M5S e Terni Immagina. “La richiesta pervenuta dal legale di Raffaello Federighi, alla luce della riabilitazione disposta dal Tribunale- continuano – deve avere una celere risposta da parte delle istituzioni cittadine. Al di là del colore politico e dell’appartenenza politica, occorre garantire il rispetto della legalità e della volontà popolare, nonché il pieno funzionamento dell’assemblea consiliare”.

Non manca certo la notazione polemica: “Non si può in alcun modo perdere tempo, magari solo per garantire ad un partito (la Lega, ndr) di avere più consiglieri di quelli che gli elettori gli hanno attribuito col voto o alla maggioranza di sentirsi più sicura in questa fase incerta di approvazione di un bilancio consuntivo pieno di punti interrogativi e parentesi aperte”, aggiungono i consiglieri di opposizione. “Tanto più in questa delicata fase serve un Consiglio immediatamente e pienamente rappresentativo. Chiediamo – dichiarano i consiglieri congiuntamente – un intervento di tutte le istituzioni di governo (in primis qundi il Prefetto, ndr) e che sia calendarizzata quanto prima e con celerità ogni decisione opportuna e dovuta per legge”.

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