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Terni Comune: cambiano i controlli di legittimità degli eletti, ma perché tanta fretta?

Il consiglio comunale di Terni è corso ai ripari ed ha modificato il regolamento riguardo i controlli di legittimità degli eletti. In sostanza: si è corsi ai ripari perché non accada più quel che, in ogni modo, non sarebbe dovuto accadere, ossia che alcuni degli eletti a consigliere comunale producessero autocertificazioni che non dichiaravano alcune condizioni di ineleggibilità. Alcuni consiglieri (nove) sono stati rinviati a giudizio per questo, con l’accusa di falso ideologico che è un reato non proprio “leggero”.
Siccome tutto sarebbe avvenuto per colpa del regolamento (ma la firma su quelle carte ce l’hanno messa loro, non era mica prestampata) si è adesso stabilito che certi controlli siano effettuati prima della nomina di coloro che hanno ottenuto il numero di voti sufficienti per essere dichiarati eletti. Per cui, come ha spiegato il presidente della quarta commissione consiliare, il consigliere M5S Thomas De Luca, “ho proposto una modifica del regolamento al fine di inserire in maniera preventiva tutti i controlli e le verifiche utili alla convalida degli eletti in un’ottica di garanzia per i cittadini e per gli stessi consiglieri”. Il che significa – ha aggiunto De Luca – che “Il segretario generale dovrà quindi acquisire dal momento della ufficializzazione dell’esito elettorale i certificati penali, le situazioni debitorie con il comune e le sue partecipate, la visura camerale delle partecipazione e degli incarichi, cosi facendo si potrà verificare la sussistenza di eventuali casi di incompatibilità e ineleggibilità con un vero e proprio soccorso istruttoria del consiglio comunale”.

Il consiglio ha approvato all’unanimità, un nuovo regolamento che – si spera – avrà validità da ora in avanti.
Chi si candida a decidere per una città intera dovrebbe essere specchiato nella condotta e nella libertà di mente. Approvare un regolamento più stringente e preventivo significa che il presupposto è che chi propone liste di candidati non effettua alcun controllo, che invece sarebbe essenziale, raccogliendo, come dice “mosto e rampazzi”.
Ma una domanda bisogna porsela: che fretta c’era se le prossime elezioni comunali ci saranno tra quattro anni e mezzo? Perché era così urgente questa rivisitazione del regolamento? Il tempo per aspettare il 3 maggio c’era. Perché il 3 maggio? Ma perché è per quella data che è fissato la prima udienza di un procedimento che vede coinvolti per tasse tasse e multe non pagate al Comune di Terni otto consiglieri comunali: Emanuele Fiorini e Giulia Silvani della Lega, Maurizio Cecconelli di FdI, Michele Rossi di Terni Civica, Francesco Maria Ferranti di Forza Italia, Federico Brizi (ex FI passato al Gruppo Misto) e Luca Simonetti del M5S dovranno difendersi dall’accusa di falso ideologico per aver dichiarato nella qualità di consiglieri comunali l’ insussistenza di esposizione debitorie verso il Comune, mentre, in realtà, ognuno di essi presentava esposizioni debitorie verso l’ Ente. Le cifre? Rossi 10mila euro di Tari non pagata. Cecconelli 6.400, sempre di Tari. Federighi 2.700 euro, ancora Tari (poi dimesso per altri motivi di incompatibilità in relazione alla lege Severino). Sanzione amministrativa per 200 euro per Ferranti.
Multe non pagate per Fiorini: 3 verbali per 528 euro. Due i verbali per Silvani per 273 euro. Brizi per 2 verbali per 215 euro. Simonetti per un bollettino della mensa scolastica da 70 euro.
E’ chiaro che le posizioni sono diverse: può accadere che non ci si ricordi di un bollettino per la retta dell’asilo, ma migliaia e migliaia di euro di Tassa Rifiuti non pagati…