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Terni città più sostenibile, ma è polemica sui dati di Legambiente

Il consigliere Gentiletti e l’assessore Salvati

Di positivo c’è che Terni ha guadagnato tredici posizioni nella graduatoria di “città sostenibili” in base ai dati del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia 2019 pubblicato dal Sole 24 Ore, collocandosi nella classifica complessiva al 34° posto su 104 città capoluogo di provincia. Nel 2018 (dati 2017) Terni era infatti classificata al 47° posto.

L’indagine di Legambiente si basa su 18 parametri raggruppati in 5 macroaree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente). A fronte di un ipotetico punteggio di 100 che spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati, Terni ha avuto un punteggio in quest’ultimo report, che si riferisce ai dati del 2018, di 58,01. La prima in classifica, Trento, ha avuto 81,20, mentre l’ultima, Catania ha 28,56.

Quanto il balzo in avanti, però, è merito di Terni e quanto demerito di altre città?. 58,01 significano oltre tre punti in più rispetto al rapporto di un anno fa quando il punteggio era di 54,56.

Alessandro Gentiletti, consigliere comunale di Senso Civico, afferma: “Non voglio rovinare la festa ma esaminando i rapporti ambientali, Terni continua ad avere problemi seri per l’ inquinamento da polveri sottili e sulle dispersioni dell’acquedotto. Basti considerare che il 44,5% dell’acqua si disperde. Per di più, oltre ai dati negativi stabili, le aree pedonali sono state ridotte a meno di un terzo, rispetto agli anni precedenti  e tutto ciò a dispetto dello sbandierato Pums, che ha una previsione di miglioramento di sostenibilità di appena il  4% “annuo”.

Ma qui non si tratta di rovinare feste, ma di tener conto di quello che i dati dicono, di interpretarli per agire di conseguenza. Senza andare alla ricerca di meriti o demeriti – esercizi che lasciano sempre il tempo che trovano – tanto più che nel 2018 il governo cittadino è stato per quattro mesi nelle mani di una giunta che sapeva di dover andare a casa e per quattro o cinque in quelle dell’amministrazione che l’ha sostituita.

Ma allora guardiamoli un po’ questi dati 2018 confrontati con quelli del 2017. S’è già detto degli oltre tre punti gudagnati nel computo totale, da 54,56 a 58.01.

Dice l’ufficio stampa del Comune che “Terni guadagna le migliori posizioni assolute (è al quinto posto in Italia) per le aree verdi pro capite (150,4 metri quadrati per ogni cittadino, mentre nel 2017 il dato era 150,3 con aumento di dieci centimetri quadri per abbitante), per le isole pedonali, 11° posto con 0,87 metri quadrati per cittadino (nel 2017 erano 1,68, anche se a Terni tutti sanno quale finzione siano ormai aree pedonali e la zona a traffico limitato); per l’efficienza nella depurazione delle acque , 12° posto con l’89% (stesso dato del 2017); per la raccolta differenziata, 16° posto, con il 73,60% (nel 1917 il dato era 70,4%); per il contenimento dei consumi idrici, 17° posto con 124 litri al giorno pro capite (nel 2017 erano 127 litri, ma c’era una dispersione del 52,2% diminuita – questo sì un dato positivo – al 44,5); per il contenimento della produzione di rifiuti, 21° posto (ma si è passati da 447 chili annui per cittadino a 454).

Bene anche nel numero complessivo di – aggiunge il Comune –  alberi, 28° posto con 20 alberi per abitante (esattamente come l’anno oprima) e per l’energia solare da edifici pubblici, 30° posto.

Note meno positive, sottolinea sempre il Comune, per quel che riguarda la concentrazione di PM10, le polveri sottili, per le quali Terni è al 79° posto; per la dispersione idrica, per la quale Terni è al 74° posto (con una dispersione tra acqua immessa e acqua distribuita del 44,5%), per la presenza di automobili (66 auto per cento abitanti nel 2018 mentre erano 65 l’anno prima), 67° posto; per il trasporto pubblico, settore nel quale il rapporto tra passeggeri e abitanti colloca Terni al 58° posto e per le infrastrutture per la ciclabilità (56° posto). Tutte questioni sulle quali c’è ancora da lavorare.

“I dati non positivi – sottolinea l’assessore all’ambiente e alla mobilità Benedetta Salvati – riguardano proprio, e non a caso, i settori sui quali attualmente siamo più impegnati: ovvero quello della mobilità sostenibile per la quale siamo ormai giunti alla fase avanzata per la realizzazione del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) insieme al Comune di Narni. Entro la fine dell’anno saranno inoltre realizzate nuove infrastrutture per migliorare la ciclabilità della città, le Velostazioni, e raccordi per implementare le piste ciclabili”. Anche se, ad onor del vero, il sindaco di Narni lamentava giorni addietro la scarsa “applicazione” sul tema da parte del Comune di Terni
“Resta l’impegno prioritario della nostra amministrazione – continua Benedetta Salvati – per ridurre le emissioni di PM10, con una serie di azioni coordinate che riguardano tanto la grande industria, quanto il controllo sulle emissioni e il miglioramento delle abitudini dei cittadini.

In generale però – conclude – non possiamo che essere soddisfatti e incoraggiati nella nostra azione dai risultati di questa indagine che ci vede risalire la classifica generale di ben tredici posizioni rispetto all’anno precedente. Siamo particolarmente contenti dei risultati ottenuti per quel che riguarda il verde e gli alberi in città. Risultati questi ultimi che certamente implementeremo ancora, considerando le nuove piantumazioni in corso che porteranno a un notevole saldo attivo anche per il 2019 e il progetto Terni Verde al quale teniamo tantissimo e che consente a tutti i cittadini di donare alberi per un futuro di Terni ancora più verde”.

Eccola le “festa” che  Gentiletti, nonostante le sue dichiarazioni, va a rvinare: “Il merito non è della piantumazione come vorrebbe far credere l’amministrazione – afferma il consigliere di Senso Civico –  ma della raccolta differenziata. La scalata di posizioni  non è dovuta alla piantumazione di nuovi fusti arboreei ma essenzialmente ai dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti”.

Anche perché, si potrebbe aggiungere, le piantumazioni sono state compiute soprattutto per sostituzione di alberi abbattuti.

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