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Terni, c’è la delibera: buoni spesa in distribuzione dal 9 aprile. Come richiederli

L’assessore al welfare Cristiano Ceccotti

Quando la sfida è a dimostrare chi ha maggiore efficienza si chiama sana competizione. E così, se le minoranze chiedono velocità nell’approntare le procedure e assegnare i buoni spesa alle famiglia in difficoltà, la giunta comunale di Terni brucia i tempi e decide. Quindi, dopo un giovedì pomeriggio contrassegnato dall’infuriare della polemica, il venerdì mattina la delibera è bell’e pronta e approvata. Riguarda l’ “organizzazione e la distribuzione del fondo di solidarietà con i buoni spesa, istituito dal Governo”. Il Comune, attraverso la direzione e l’assessorato al Welfare, ha fissato tempi, modalità e criteri, sia verso i cittadini beneficiari, sia verso gli esercenti che aderiranno al servizio. Il Governo ha dato libertà ai singoli Comuni di organizzarsi e – di conseguenza – il Comune di Terni, in collaborazione con l’Anci, ha definito dei criteri omogenei in ambito regionale.

A chi vanno i buoni spesa. I beneficiari saranno nuclei familiari, o singole persone, più esposte agli effetti economici dell’emergenza Covid-19; coloro che si trovano in stato di bisogno con priorità per coloro che non sono assegnatari di sostegno pubblico. In particolare – come si legge nella delibera approvata   – nell’individuazione dei beneficiari la Direzione Welfare dovrà procedere alla redazione di specifica graduatoria che tenga in debita considerazione tra l’altro: la composizione del nucleo familiare e la compresenza di categorie vulnerabili (minori, disabili, ultrasessantacinquenni, etc); l’aver subito la riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare per una delle seguenti cause: perdita di lavoro senza ammortizzatori sociali, mancato inizio lavoro stagionale, perdita del lavoro precario, sospensione o forte contrazione dell’attività di lavoro autonoma, perdurare della condizione di inoccupazione o di indigenza; gli indici sociali che motivano la concessione del beneficio a determinati utenti, anche già seguiti dagli uffici welfare e non assegnatari di qualsivoglia forma di sostegno pubblico.

Dove si spendono – Riguarda ai commercianti presso i quali potranno essere spesi i buoni, a seguito dell’avviso per una manifestazione d’interesse che sarà pubblicato sul sito web del Comune di Terni, sarà formato e reso pubblico un elenco di commercianti disponibili ad effettuare una scontistica ai beneficiari dei buoni spesa, prevedendo anche una scontistica specifica per i prodotti locali, nonché la possibilità di effettuare una consegna a domicilio senza oneri per il beneficiario.

Quanto valgono – I buoni spesa avranno un importo variabile da € 250 per nuclei da una o due persone; € 350 per nuclei familiari da 3 a 4 persone; € 450 per nuclei con 5 o più persone e con un’ulteriore contribuzione di € 50 per ogni figlio a carico. I bonus saranno erogati in un’unica soluzione non ripetibile e ognuno di essi avrà un formato da 25 o 50 euro.

Come richiederli – Le domande per richiedere i buoni andranno scaricate dalla pagina principale del sito del Comune, compilate come richiesto e inviate alla seguente mail: [email protected] Nel caso di assoluta impossibilità ad utilizzare la modalità informatica, ovvero l’invio per posta elettronica, si può telefonare al numero 0744-549880, dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì. Lo stesso procedimento è valido per i singoli commercianti che vorranno aderire e che scaricheranno il modulo ad essi riservato sempre sulla pagina principale del sito del Comune.

Le modalità di distribuzione dei buoni saranno comunicate quanto prima, l’obiettivo è avviare la consegna/distribuzione a decorrere dal 9 aprile.Per presentare domanda i moduli approntati dal Comune possono essere scaricati cliccando sul tipo di avviso che interessa.

L’avviso per i commercianti
L’avviso per i cittadini
Il modulo per la domanda dei cittadini beneficiari
Il modulo per la domanda dei commercianti

La risposta del Comune alle polemiche è quindi una risposta seria: fatti e non parolette. Poi che ci sia sempre qualcuno che non attacca il cervello (ammesso che la “materia” sia a sua disposizione) prima di pigiare con le dita su una tastiera è un tratto ormai caratteristico dei tempi dei social, in certi casi utilizzati come può utilizzarli un ignorante. E’ successo proprio che uno così, che si dice faccia parte di organismi dirigenti dei Fratelli d’Italia, si sia lasciato andare a frasi “muscolari”, del genere che andava di moda un centinaio di anni fa. I componenti delle opposizioni non hanno paura, fanno sapere, che uno così li vada a trovare a casa, come ha “promesso” di fare; resta lo sconforto per un’uscita così infelice, e restano i segni della solidarietà che molti hanno espresso  agli uomini della minoranza al Comune di Terni.