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Suppletive per il Senato: 295 mila chiamati alle urne domenica 8 marzo

Da sin. Maria Elisabetta Mascio, i due giovani di Terni Valley conduttori del dibattito, Armida Gargani, Roberto Alcidi

Con tutta probabilità alle suppletive per il Senato che si terranno domenica nell’Umbria del Sud per decidere chi subentrerà alla dimissionaria Donatella Tesei, la percentuale dei votanti sarà da “quattro gatti” così com’è successo a Napoli (meno del 10%  i votanti), e a Roma (17,7%). A meno di una settimana dal voto, fissato per l’8 marzo, sono parecchi tra i 295 mila elettori del collegio coloro che nemmeno lo sanno che è proprio domenica prossima quella in cui si è chiamati alle urne. E’ anche l’abitudine che manca, se non c’è da fare una manifestazione generale di “tifo”, un’elezione suppletiva non la  si “sente”: non c’è da misurarsi in un grande match tra squadre avverse, non è diffuso il clima della competizione, non c’è il battage informativo di elezioni generali.

Il risultato è che gli elettori  arrivino a sottovalutare l’appuntamento. Più grave è, però, se sono i candidati a snobbare gli elettori. Per esempio: perché se ti invitano ad un confronto tra gli aspiranti al seggio che fu di Donatella Tesei tu non rispondi nemmeno per dire no? E’ successo la settimana scorsa, quando si è tenuto il confronto promosso dall’associazione Terni Valley. Mossa dal senso civico di informare i cittadini ha infatti invitato i quattro candidati, ma all’appuntamento ce n’erano solo tre, mossi dallo stesso senso civico che aveva suggerito a Terni Valley di prendere l’iniziativa:  Maria Elisabetta Mascio (Mascio per l’Umbria-Centro sinistra), Armida Gargani (Riconquistare l’Italia) Roberto Alcidi (Movimento Cinque Stelle). Non ‘era Valeria Alessandrini della Lega. Per questioni “non pervenute”. Forse l’ha fatto per scaramanzia visto che anche Leonardo Latini non partecipò ai confronti ed è stato eletto? O per magnanimità, la chance che chi si sente il più forte concede agli svantaggiati? Certo è coloro che sono intervenuti hanno potuto ascoltare le opinioni degli altri tre; quali essi considerano le priorità a livello nazionale, ma anche in merito alle esigenze del territorio che chi sarà eletto andrà a rappresentare sedendosi su uno scranno di Palazzo Madama.

Di Valeria Alessandrini ufficialmente si sa solo quel che promise al momento della presentazione della candidatura: vuole andare in Senato per “dare una spallata al governo Conte”. Certo, questo ha aiutato molte persone le quali se non altro hanno arguito il motivo vero per cui il governo è ancora in carica. Ma forse qualcosa in più, magari sulle questioni umbre e dell’Umbria del Sud, poteva anche dirlo. Al limite spiegare come si può usare il vecchio metodo del cero da un quintale da accendere da qualche parte per grazia ricevuta.