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Stroncone 1882, tre morti sul lavoro in una galleria della Terni-Rieti

“Scoppio fatale” a Stroncone titolava alla fine di luglio del 1882 il giornale l’Araldo. Si trattava di un incidente sul lavoro: uno scoppio che costò la vita a tre operai che stavano lavorando per la costruzione della ferrovia Terni-Rieti. Lavori che si stavano portando avanti in tutta fretta e con ritmi di lavoro massacranti. L’incidente avvenne all’imbocco di una galleria, quella di Valle Rosa, in territorio comunale di Stroncone. Scoppiò una “cassa contenente tre chilogrammi di dinamite e dieci chilogrammi di polvere pirica. Sfortunatamente – scriveva l’Araldo – al momento dello scoppio erano vicini alla cassa tre minatori i quali furono letteralmente frantumati”.

StronconeI lavori per la ferrovia si stavano compiendo in tempi record per completare l’opera che era stata realizzata,nel tratto abruzzese, già da qualche anno. Nel 1882 la ferrovia, da Sulmona, arrivava fino a Sella di Corno, allora centro abitato molto vicino al confine tra le province dell’Aquila e quella di Perugia, comprendente – come noto – anche Rieti. Mancava però la parte essenziale della nuova via di comunicazione. Per quanto utile a che cosa serviva una strada ferrata che non andava oltre il crinale appenninico tra Abruzzo e Umbria? Quel pezzo che mancava fu realizzato in tempo praticamente da primato: tredici mesi furono impiegati per collegare Sella di Corno ad Antrodoco, Rieti e quindi Terni.

Un’impresa che ebbe per protagonisti i tanti operai impiegati dei quali, nel dispaccio informativo per i quotidiani diffuso nell’occasione dell’inaugurazione, nel 1883, si sottolineava l’impegno determinante nella costruzione della linea ferroviaria, “costata grandi fatiche e non lievi sofferenze ai bravi e forti operai che dovettero lavorare nelle viscere della terra, in mezzo all’acqua, al fango, fra le rocce e i dirupi”.