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Parco dei Sibillini: la “manina” del Governo sulla nomina del presidente

Da quando Oliviero Olivieri ha terminato il proprio mandato, ad agosto, si è in attesa della nomina del nuovo presidente. In questo periodo le funzioni di presidente sono state svolte da Alessandro Gentilucci. A Visso si è tenuto sabato 29 dicembre un incontro tra vertici dell’Ente Parco, sindaci del territorio ed il capo di gabinetto del Ministero dell’Ambiente, Fulvio Mamone Capria. L’appuntamento era stato fissato per uno scambio di opinioni in merito alla prossima nomina del nuovo presidente del Parco.
Una modalità inconsueta quella che ha visto Mamone Capria partecipare alla riunione, con l’intento di significare l’interesse del Governo per una nomina che, come ha sottolineato il capo di gabinetto, “avverrà entro il prossimo mese di gennaio”, e per rimarcare una vicinanza al territorio che deve trovare nel Parco un motivo di sviluppo e rilancio in ottica ricostruzione post sisma.
I sindaci, preso atto di alcuni profili proposti dal Ministero anche su indicazione delle istituzioni regionali di Marche ed Umbria, hanno sottolineato la richiesta che il nuovo presidente sia espressione del territorio, che viva e conosca le problematiche di un’area che ha assoluto bisogno di individuare strategie per fermare il rischio di abbandono dei paesi montani, ulteriormente aggravato dal terremoto.

“Il tema vero” ha sottolineato Gentilucci, “è quello di ridare una prospettiva concreta alle nostre comunità, e trovare nel Parco un interlocutore attento che sappia conciliare le esigenze del contesto naturale ed ambientale con quelle di una presenza produttiva legata alle specificità del territorio, in particolare turismo, produzioni agroalimentari e zootecnia in un’ottica di sostenibilità. Quindi la scelta del nuovo presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, al di là dei nominativi proposti, dovrà proseguire su un percorso che, in questi pochi mesi di gestione, abbiamo cercato di impostare insieme ai sindaci lavorando su questioni stringenti, a cominciare dalla riunificazione in un’unica sede dei vari uffici dell’Ente. Mi auguro dunque, che il nuovo presidente, chiunque esso sia, sappia interpretare queste richieste provenienti dal territorio e dai loro primi rappresentanti, i sindaci appunto, di cui anch’io sono parte in quanto sindaco di Pieve Torina”.
Di certo i sindaci hanno fatto sentire la loro voce chiedendo a Mamone Capria un impegno affinché il Ministero sia consapevole delle precise richieste di cui si sono fatti promotori, e che le competenze del nuovo presidente non si risolvano soltanto in titoli accademici, sia pur importanti, ma che si leghino ad indubbie capacità politiche ed amministrative.