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Pandemia e crisi economica: il grido di dolore e d’allarme del sindaco di Terni

Leonardo Latini scrive al premier: “Interventi specifici per i Comuni in dissesto o il sistema ternano non reggerà

Come diceva Alberto Sordi? “Mannaggia. A me m’ha fregato a malattia”. E la “malattia, per quanto riguarda il Comune di Terni ha un nome bene individuato: dissesto finanziario. Quello che la giunta comunale allora in carica non riuscì ad evitare anche per – lo vogliamo dire? – l’ostruzionismo di alcuni consiglieri consiglieri comunali allora all’opposizione. Comunque – inutile piangere sul latte versato – la situazione è quella che è. E se ad una “malattia” buona per tutta le stagioni si aggiunge il timore di una malattia vera e pericolosa, sono guai. Per questo, preoccupato, il sindaco di Terni si è rivolto direttamente al Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, cui ha inviato una lunga lettera chiedendo interventi specifici per tutti i Comuni in dissesto, a partire – d’altra parte lui è sindaco di Terni – dalla sua città.

Perché, oltre all’emergenza sanitaria, si profila all’orizzonte – cosa risaputa – una difficile gestione della crisi economica indotta dalla pandemia: “Sarà come una guerra che tutti i Comuni dovranno affrontare – dice il sindaco a Conte – Ma alcuni Comuni rischiano di non avere le armi per combatterla. Tra questi c’è il Comune di Terni, praticamente disarmato dalle conseguenze del dissesto finanziario dichiarato dal commissario straordinario nel marzo 2018”. E’ necessario, sottolinea Leonardo Latini, “consentire anche a questa categoria di Enti locali di affrontare la situazione straordinaria di oggi quanto meno sullo stesso livello degli altri, per evitare l’effetto moltiplicatore derivante dalla crisi della pandemia che s’innesta sulle conseguenze del dissesto e per consentire all’Amministrazione margini di manovra, di progettualità nel governo del territorio, accettabili nella gestione dell’emergenza”.

Ricordate le tappe dell’accaduto, illustrate le condizioni in cui si dibatte oggi il Comune di Terni e le conseguenze collegate sul fronte delle tariffe e delle tasse,  dice Latini che “Ora, di fronte alla imprevedibile e inedita emergenza conseguente alla pandemia, occorre prendere atto che l’impatto di questa nuova crisi sulle finanze degli enti locali sarà devastante in conseguenza della riduzione di gettito di una parte significativa degli attuali tributi, delle mancate entrate provenienti dai servizi a domanda individuale, del mancato incasso di una parte significativa delle sanzioni per la violazione del Codice della strada e così via per altri introiti rilevanti (tassa di soggiorno, proventi degli attrattori culturali, ecc.) ed avrà pesanti riflessi sui bilanci delle aziende partecipate”.  Un problema enorme per tutti ma “estremamente più grave e complessa risulta essere – alla luce dei dati e dei fatti – la situazione del Comune di Terni”. Fa presente il Sindaco che appare “evidente fin d’ora che il Comune di Terni non potrà sostenere il doppio impatto delle conseguenze del dissesto del 2018 e delle conseguenze economiche dell’attuale emergenza, che tra l’altro s’innestano su una più ampia crisi strutturale del territorio, già area di crisi complessa, con un tasso di disoccupazione, specie giovanile, molto elevato. Non solo l’Ente, ma l’intera città e il suo comprensorio rischiano seriamente un nuovo e ben più grave default con effetto moltiplicatore su quello precedente”. Tanto più che le norme riguardanti gli enti locali in dissesto, impediranno  al Comune non solo di svolgere le sue funzioni essenziali, ma anche di essere un volano della ripresa, una volta attenuata la fase sanitaria emergenziale. Si verificherebbe così una doppia penalizzazione dei miei cittadini e delle imprese ternane che si verrebbero a trovare in una condizione di gran lunga più svantaggiata rispetto ai cittadini e alle imprese di altre realtà locali non soggette alle medesime regole e ai medesimi oneri”.

Da tutto ciò deriva una richiesta affinché “gli effetti economici e normativi del dissesto siano sospesi, posticipati, o sperabilmente superati, anche attraverso uno stanziamento straordinario, come già in passato accaduto per altre città”. “Ovvero, qualora ciò non fosse attuabile nell’immediato, che venga disposto sin da subito un trasferimento di liquidità pari alle minori entrate per l’anno corrente, la rinegoziazione integrale di tutti i mutui in quota capitale e interessi, l’applicazione graduale del FCDE per tutto il periodo di durata del dissesto con una quota iniziale non superiore al 50% e la conferma del Fondo di solidarietà nella misura massima già assegnata senza decurtazioni per lo stesso periodo. “In mancanza fi tsaletipo di provvedimenti, temo – dice Latini – che non ci saranno le condizioni per garantire la tenuta di un sistema territoriale non supportato come necessario dall’amministrazione di maggiore prossimità”-

“La prego perciò, sinceramente, di prendere atto di quanto Le ho appena rappresentato – conclude il sindaco rivolgendosi al Presidente del Consiglio – e di mettermi nelle condizioni di avere a disposizione gli strumenti necessari per aiutare la mia comunità a superare questa crisi, per sostenere la città di Terni in un nuovo sforzo colossale. So che i ternani ne saranno capaci, come già lo sono stati nel passato; ma per riuscirci, stavolta, dobbiamo quantomeno essere posti sullo stesso livello delle altre città”.