Occupazione e salute: c’è l’occasione di un “patto” tra fabbrica e città

Nell’annunciare la sua presenza al tavolo convocato dal Mise sulla situazione dell’Ast, il sindaco di Terni Leonardo Latini ha espresso un concetto accolto con interesse dai sindacati metalmeccanici. “Siamo pronti a svolgere il ruolo che ci compete come ente locale – ha detto Latini – per contribuire a creare un contesto favorevole affinché il più grande sito industriale ternano, uno dei più importanti siti siderurgici europei a ciclo integrato, continui a produrre e a offrire lavoro, ma che lo faccia coerentemente ad una visione strategica al passo con i tempi e con il rispetto dell’ambiente”. “In questo senso ritengo – ha aggiunto il sindaco di Terni – che gli strumenti tecnici e normativi e i finanziamenti a disposizione ora e nel prossimo futuro, possano costituire il viatico per trasformare i problemi ambientali in opportunità e sancire un nuovo patto tra la fabbrica e la città, tra le esigenze della produzione e del lavoro, quelle della tutela della qualità ambientale e della salute da monitorare costantemente”.

E’ insomma il caso di porsi il problema del superamento della contrapposizione lavoro-salute, cercare le soluzioni che consentano di assicurare sviluppo ed occupazione e nello stesso tempo mettere in campo tutto ciò che la tecnologia e la cultura più moderne mettono a disposizione su fronte della tutela della salute e il contenimento dei fattori d’inquinamento.
Per i sindacati metalmeccanici ternani (Fim , Fiom, Uil, Fisic e Ugl) è un segnale da accogliere con favore, che potrebbe rappresentare un passo avanti verso il superamento del n”dibattito viziato che si sta determinando in città”, dicono i sindacati, su temi così delicati.
“Da sempre – si legge in una nota ufficiale diffusa congiuntamente dalle organizzazioni di categoria dei metalmeccanici ternani – abbiamo denunciato la pericolosità di contrapporre occupazione e salute, evidenziando, al contrario, come buone pratiche di contrattazione aziendale e territoriale possano far convivere lavoro e sostenibilità delle produzioni. E’ evidente che questo è fattibile nella misura in cui, come avviene in altre città europee ed italiane – specificano – ci siano sostanziali investimenti imprenditoriali in miglioramenti tecnologici e buone azioni legislative nazionali e territoriali, in grado di incentivare pratiche di miglioramento sull’ambiente”.
Non possono fare a meno di ricordare che le organizzazioni sindacali hanno fatto molto su questo tema, ma, aggiungono “pensiamo che la sfida sia ancora aperta e tutta da giocare, per perseguire sempre con più forza un miglioramento complessivo delle condizioni su Salute-Ambiente-Sicurezza”. Temi su cui i rappresentanti dei lavoratori si sono più volte espressi, pur se sinora le loro prese di posizione “sono state ignorate o peggio minimizzate”. Ciò nonostante “rappresentano per noi il vero manifesto sindacale sul quale confrontarsi e lavorare seriamente, senza annunci e slogan”.
I sindacati metalmeccanici quindi guardano con interesse al fatto che “oggi, dopo molto tempo, a fronte dell’acuirsi di un dibattito politico e cittadino, spesso strumentale, alcune dichiarazioni sui temi da noi esposti convergano sulle nostre posizioni. Come organizzazioni sindacali ribadiamo che, come sempre, partendo dal nostro punto di vista siamo pronti a confrontarci con tutti i soggetti che hanno a cuore le sorti dell’industria e di questa comunità”.
Ma bando alle chiacchiere, e quindi la richiesta è quella di “uscire dalle dichiarazioni istituzionali
personali e dalle prese di posizione strumentali, avviando un serio lavoro di squadra e di sistema per
rispondere in positivo al consolidamento e allo sviluppo delle produzioni siderurgiche sul territorio, ma soprattutto alle esigenze dei lavoratori che ancor prima , insieme a molti altri, sono cittadini”.