Motoseghe di destra e motoseghe di sinistra: il Comune manda i carabinieri a Villalago

Villalago e il parco

Le motoseghe sono motoseghe. E gli alberi sono alberi. Non risulta che né le une né gli altri abbiano colorazioni politiche, anche se – a spregio del ridicolo – c’è chi prova addirittura ad affibbiare loro una tessera di partito. Così le motoseghe del sindaco leghista di Terni sono buone ed i pini di via Lungonera o di via Di Vittorio o di viale Brin “mangiano i bambini”. Di converso, i pini di Villalago a Piediluco sono buoni e le motoseghe sono cattive, perché lassù, a Villalago, le motoseghe sono state autorizzate dal presidente della Provincia che è del Pd.

Quando si abbatte un albero, in qualunque luogo, sarebbe da pensarci su due volte. Chiunque sia ad effettuare l’intervento “finale”. E prima di arrivare a quel punto è necessario cercare ogni altra soluzione. Punto e basta. Senza che entrino in ballo – persino su queste faccende – le manie di protagonismo e la propaganda di parte.

Accade invece che per lavori di disboscamento a Villalago, proprietà della Provincia non ancora governata dalla destra, si stia compiendo uno scempio che solleva le proteste risentite dell’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici del Comune, Enrico Melasecche, il quale sbotta – almeno riferisce qualche grancassa: “Trattato come bosco ceduo. Sono esterrefatto. Proprietà della Provincia. Questo non giustifica un abbattimento selvaggio degli esemplari più antichi e monumentali. Anzi”. Melasecche promette “accertamenti con la collega Salvati per verificare la situazione e, se possibile, inviteremo la Provincia a salvare il salvabile accertando tutte le responsabilità”. Poi insiste: “Ho dato disposizione agli uffici di inviare una richiesta di controllo ai Carabinieri Forestali sulle operazioni di taglio degli alberi in corso al parco di Villalago, per verificare se effettivamente quel che si sta facendo corrisponda alle prescrizioni fornite dal Comune di Terni”.

Roba da far rivoltare nella segheria dove forse ancora giacciono i tronchi di tutti quei pini romani abbattuti a Terni (l’unità di misura è il centinaio) proprio su altre disposizioni dello stesso paladino che ora pare pronto a farsi legare ai tronchi degli alberi di Villalago per difenderli.

“I lavori che la concessionaria di Villalago di Piediluco e del parco sta eseguendo sono finalizzati alla messa in sicurezza dello stesso parco pubblico”, replica il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi. “Gli interventi di abbattimento che si stanno eseguendo si riferiscono a tagli della vegetazione che presenta disseccamenti o malformazioni dei tronchi. Tale operazione si sta eseguendo sulla base di uno studio agroforestale e tenendo conto che il Comune di Terni ha espresso per questa attività il proprio nulla osta”, continua Lattanzi. “Gli abbattimenti oggetto delle proteste dell’assessore Melasecche – sottolinea la Provincia – si riferiscono all’area non sottoposta a vincolo monumentale ed escludono pertanto le particelle sottoposte a vincolo da parte della Soprintendenza, per le quali sono già stati quasi interamente eseguiti gli interventi di riqualificazione ed a cui, nel tempo opportuno per la messa a dimora, ossia in autunno, seguiranno le piantumazioni di nuove essenze secondo quanto prescritto dalla Soprintendenza stessa”. “Come è evidente – dichiara ancora il presidente Lattanzi – la Provincia vigila sulle attività in essere nella villa, che vengono eseguite dal concessionario, con l’obiettivo di una riapertura entro i prossimi mesi di tutto il complesso, in un rinnovato assetto”.

Mentre si va avanti con schermaglie propagandistiche le motoseghe “cantano”. Poi, se il parco di Villalago nel frattempo sarà diventato una mezza radura brulla, pazienza: sembra che questo non costituisca un problema. Per nessuno. E poi ci sono sempre i giardinetti di via Lungonera per prendere una boccata d’aria buona.