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Le Minoranze: “Al Comune di Terni svolta autoritaria”. E Upt rincara: “Basta bavagli”

palazzo spada le minoranze
Palazzo Spada le minoranze
Palazzo Spada, aula consiliare

E abbiate un po’ di pazienza! Il 12 maggio ormai eccolo, è alle porte. Invece loro dagli a fare propaganda, a lamentarsi perché a Terni l’assemblea di Palazzo Spada non si riunisce dall’8 marzo. In fondo si tratta di poco più di due mesi. Due mesi particolari perché c’era (c’è, per la verità) da affrontare l’emergenza coronavirus. Non lo hanno letto il peana della Lega? Il sindaco è impegnatissimo a contenere il contagio e i risultati si vedono: basta un’occhiata ai dati della Regione. Perché dal Comune non è arrivato mai nemmeno un numero, né una dichiarazione ufficiale sullo stato del’arte, su come andavano le cose a Terni e frazioni.

Invece di mostrare un po’ di comprensione per un’amministrazione impegnata nelle fatiche di Ercole, c’è chi si lamenta, chi attacca: “Basta bavagli” dice, per esempio, il gruppo di Uniti per Terni. Come se il fatto che non si riunisca il consiglio comunale sia un atto antidemocratico. Loro, quelli di UpT, la mettono invece proprio su questo piano: “Sono settimane che assistiamo al rimpiattino tra il presidente del consiglio comunale e il sindaco di Terni sulla non convocazione in un luogo reale del consiglio comunale. Una manfrina  infantile – dichiarano i consiglieri comunali di Uniti per Terni – che nasconde il vero intento quello cioè di non consentire al consiglio comunale e ai rappresentanti dei cittadini di esprimersi in maniera concreta e articolata su temi estremamente rilevanti in questa fase che dovrebbe essere di rilancio per Terni. Non si vuole una discussione pubblica su misure a sostegno del commercio, delle piccole imprese, sul bilancio, sul documento di programmazione, sulla ztl, e sulla Tosap. Su questi temi il consiglio deve poter parlare, il consiglio deve poter ascoltare le associazioni di categoria, i rappresentati delle piccole imprese e degli esercizi pubblici, le forze sindacali, le associazioni di volontariato che tanto hanno fatto in questa fase di emergenza e che conoscono bene i problemi delle famiglie ternane”.

Un particolare non sfugga: UpT parla di riunione in “luogo reale”, non di un consiglio tramite skype o watts up con faccioni deformati da improbabili riprese della telecamerina inserita nel cellulare o in un tablet che secondo come lo muovi manda una volta la faccia tua, l’altra quello di un tuo cugino obeso, o come saresti tu se fossi colpito da una mattonata tra naso e labbro superiore.

Dice: ma la sicurezza? Organizzarsi bisogna: in due mesi e spicci si poteva farlo molto probabilmente. UpT però sta pensando seriamente di non prendere parte al consiglio da remoto, e non per questioni estetiche (per un paio di consiglieri maschi la questione ormai non sussiste), ma per un’esigenza di democrazia, di necessità economico-politico-amministrative.

“L’unico dibattito che registriamo – continuano quelli di UpT – è lo scambio di frecciatine che ormai quotidianamente il sindaco e il partito della maggioranza, la Lega, si mandano, con il capogruppo della Lega che ha detto esplicitamente che è ora di mettere mano alla Ztl e alla Tosap. Gli unici interventi  ufficiali del sindaco sono quelli incentrati ad esaltare il settore dei lavori pubblici, al tal punto che sembra che la vita della città di Terni sia ormai solo ed esclusivamente l’iter del Palasport o della rotatoria di via Urbinati (dimenticano le piste ciclabili, ndr). Non una parola sul bilancio, non una parola su Asm, non una parola su come far ripartire la città dopo due mesi di chiusure”.

Come mai accade ciò? Una spiegazione sta intanto nel fatto che (Melaseche docet) spendere quei soldi (che dicono che non ci sono) per opere che si vedono, dà un bel ritorno in consenso. E poi perché tanti discorsi su certi problemi di altro genere meglio evitarli, per la serie  “fatti e non parolette”.

Meglio la discussione inter nos  (tra nojandri, perché capiscano proprio tutti i consiglieri). E proprio questo sarebbe successo almeno stando alla denuncia fatta in una nota congiunta da tutta la minoranza, dai Cinquestelle, al Pd, passando per Senso civico e Terni Immagina, i quali accusano “La segretezza e l’opacità possono essere zone di ombra per chi è solo intento nella gestione del potere ma non il metodo di governo di una città viva e libera come Terni”. 

Il riferimento è a una riunione della prima commissione consiliare (Urbanistica, Peep e Paip, Opere di urbanizzazione primaria e secondaria  e opere infrastrutturali, e qualche altra quisquillia del genere) che si sarebbe tenta “da remoto”, ma – dicono le minoranze – “senza che fosse trasmessa in nessun canale comunicativo” la qual cosa, a loro giudizio, costituirebbe una violazione dell’articolo 34 del regolamento del consiglio comunale”.

Il perché e per come lo spiega la stessa nota delle minoranze: “Il regolamento è chiarissimo: dice che le sedute devono essere pubbliche, al momento, invece, al comune di Terni sono fatte da remoto e soprattutto segrete. E’ chiaro che da parte dell’Amministrazione comunale, del presidente del consiglio comunale c’è la chiara volontà di silenziare il consiglio comunale di impedire un dibattito compiuto, di impedire che i cittadini ascoltino e maturino una propria convinzione”.

Con altre parole, ma anche loro parlano di “bavagli”. Come Upt. Le opposizione però vanno oltre e pongono una questione seria: “Si tratta di una svolta autoritaria di questa amministrazione che sta utilizzando l’emergenza Covid19 per mettere in discussione la vita democratica della città, per impedire che ci sia un dibattito nelle sedi elette dai cittadini, è gravissimo che il consiglio comunale, le commissioni non possano esprimersi davanti agli occhi dei Ternani sul bilancio di previsione 2020 un strumento che non può più essere incentrato sulle priorità di visibilità di qualche assessore particolarmente vicino al sindaco ma deve rappresentare gli interessi di tutta città che al momento sono incentrati sull’emergenza sociale, sugli aiuti e gli sgravi agli esercizi pubblici, alle imprese, al mondo del lavoro”.

“Vogliamo discutere davanti ai cittadini di parcheggi, mobilità cittadina, trasporti pubblici, servizi aggiuntivi e migliorativi. Vogliamo che i cittadini conoscano la reale situazione del bilancio comunale, delle aziende partecipate, ad iniziare da Asm”, aggiungono. Altre parole, parole, parole. Ma che barba questa democrazia!

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