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L’Associazione Berlinguer: “Sanità pubblica e autonomia dell’Ospedale di Terni”

di GIOCONDO TALAMONTI

Presidente Associazione Berlinguer-Terni.

Talamonti ospedale berlnguer

L’esperienza insegna che per garantire a tutti un efficace servizio la sanità debba   essere pubblica. Ciò non esclude la funzione sociale ed economica di quella privata. Nel tessuto produttivo di un’economia attenta ad ambedue le forme di intervento, si intende che il privato è colui che ha capitali propri che investe per fare impresa, senza chiedere convenzioni, sussidi e contributi finanziari di provenienza statale, regionale o comunale che assottiglierebbero la disponibilità di risorse destinate all’investimento pubblico.  Le risposte che il settore privato della sanità è solito dare a giustificazione della funzionalità che rappresenta si orientano sulle carenze di quello pubblico a soddisfare la domanda, ma non dicono delle difficoltà che la totalità delle persone incontra all’accettazione delle prenotazioni cardiologiche, per esempio. Mancanza di organizzazione?

 In questo nostro tempo, così segnato dalle difficoltà economiche, ci sono anche beni e diritti fondamentali come quello della salute che vengono minati proprio dalle ristrettezze economiche. Quando si parla di sanità, dobbiamo tenere in considerazione il fatto che la salute è riconosciuta dalla nostra Costituzione come un diritto fondamentale, infatti l’art.32 recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Elemento che si combina essenzialmente con il diritto all’uguaglianza previsto dall’art. 3 della stessa Carta.

 In questo senso, si inserisce l’impegno dello Stato a garantire le cure gratuite per chi non può sostenerle. Il ruolo della sanità pubblica è emerso con evidenza nel momento della gestione della pandemia Covid-19.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano è finanziato dalla fiscalità generale, e quindi risente dell’attuale difficile contesto economico finanziario. Malgrado ciò, l’Associazione Politico-Culturale “Enrico Berlinguer” è sempre più convinta che la sanità debba essere pubblica, difesa e finanziata, sulla base di tre indicatori fondamentali: il miglioramento dello stato complessivo della salute della popolazione, la risposta alle aspettative di salute e di assistenza sanitaria dei cittadini e l’assicurazione delle cure sanitarie a tutta la popolazione.

 Alla luce di quanto sopra, ipotizzare un depotenziamento delle strutture pubbliche, come nel caso dell’Ospedale di Terni, a cui si pensa di togliere l’autonomia, facendo passare l’indebolimento come ottimizzazione del servizio, è operazione subdola, penalizzante ed inaccettabile. La valorizzazione della sanità pubblica ternana deve muoversi sulla promozione della salute, sulla qualità dell’assistenza, sugli investimenti, sul ricorso a macchine digitali in grado di potenziare le operazioni da remoto e sulla formazione continua di chi opera in ospedale.

L’Ospedale di Terni è un punto di eccellenza e la comunità ternana si deve battere unita a difesa della sua autonomia. C’è poi da valutare la convenzione dell’Università con la Regione per rispondere agli obiettivi stabiliti dalla programmazione sanitaria regionale, in vista di favorire lo sviluppo delle attività di didattica e di ricerca e fornire un’attività assistenziale di qualità sia a Terni che a Perugia.

L’invito della nostra Associazione al Sindaco è di far valere gli interessi dei ternani nei confronti della regione e dell’università. Il momento è delicato per il futuro della nostra città: si sta rischiando di perdere Ospedale, Asl, Camera di Commercio, Università, chiusure o ridimensionamenti delle industrie locali con la prospettiva tragica di una disoccupazione crescente. Che aspettiamo?

Noi siamo disponibili ad un confronto con tutte le forze politiche, economiche e sociali che intendono operare in favore dei ternani e contrastare ogni ventilata ipotesi di regressione.