La storia di Maria, emigrata bambina da Montefranco, e di un orologio a pendolo

montefranco

Maria Moroni lasciò Montefranco, il paese in cui era nata nel 1931, ch’era una bambina. La sua famiglia si trasferì in Francia, in cerca di lavoro. Passavano gli anni ma la nostalgia della casa natale, della Valnerina, dell’Italia era sempre forte. La famiglia Moroni riuscì a rientrare in patria, in Umbria, ma a Giano. Da lì, per raggiungere Montefranco, era quasi un passo. E quel passo Maria lo faceva ogni volta che poteva. Fino a che decise di lasciare in ricordo alla comunità di Montefranco qualcosa cui era molto attaccata: un orologio a pendolo che fu appeso nella stanza del sindaco. “La storia di Maria – racconta Rachele Taccalozzi, il sindaco di oggi – si era persa nel tempo e nessuno ricordava come quell’orologio fosse finito lì, fino a quando, qualche mese fa è arrivata in municipio Antonella, nipote di Maria Moroni, che quella storia ce l’ha raccontata”. E così adesso c’è una piccosa targa di ceramica su quell’orologio, “a ricordare – commenta il sindaco – l’amore di Maria per Montefranco e le sofferenze di chi è costretto a lasciare il suo paese per cercare una vita migliore lontano dalla terra natia”. E Antonella commenta: “Una bellissima storia che fa riflettere. Sono molte le persone che si trovano in paesi che non sono i propri e che sicuramente non vorrebbero andar via dalla propria terra d’origine ma sono costrette a farlo per garantire condizioni di vita dignitose alla propria famiglia”.