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La lettera del sindaco, la Lega e le opposizioni: respinto al mittente l’invito a sottoscriverla

I capigruppo del Pd, Filipponi, Senso Civico Gentiletti, M5S, Pasculi e Terni Imagina, Angeletti

Complimenti per l’eleganza! La Lega chiama “a buca” le minoranze al Comune di Terni, invitando i gruppi consiliari a sottoscrivere la lettera del sindaco Latini al presidente Conte, e non solo manco li contatta, ma li mette davanti al fatto compiuto. E almeno così dicono loro, cioè i capigruppo dell’M5S, Federico Pasculli, di Senso Civico, Alessandro Gentiletti e di Terni immagina, Paolo Angeletti. “Apprendiamo dalla stampa che Il partito della Lega ci ha proposto di firmare la missiva recentemente scritta dal sindaco di Terni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una lettera per chiedere di fare uscire quanto prima il comune di Terni dal dissesto o quantomeno rinviarne gli effetti. Troviamo inusuale e poco elegante essere chiamati a condividere iniziative di tale portata in modo postumo. Atti nati nelle sedi di partito e non nelle sedi istituzionali preposte al confronto democratico”.

Il Pd, per parte sua, fatto oggetto dello stesso invito, ha riposto per le rime definendo un atto di “sciacallaggio politico” quella lettera.

Non è che M5S, Senso Civico e Terni Immagina non concordino sul fatto che non si possa “che auspicare il meglio per la città”. Il fatto è che per loro “resta incomprensibile come un tema di tale portata ci veda tirati in causa a mezzo stampa. Ci chiediamo come la Lega pretenda di essere presa sul serio quando sembra la prima a trattare tali questioni con leggerezza, prestando il fianco a teatrini”.

Loro ribadiscono “la disponibilità a valutare eventuali richieste del sindaco”, ma pongono la “condizione che vengano riconosciuti pubblicamente dall’attuale maggioranza i recenti errori e criticità di bilancio che a prescindere dalla drammaticità della situazione legata alla pandemia, non devono condurre la città ad un secondo dissesto”.
E insistono su una questione di principio: “Il nostro interlocutore è il sindaco e non la commissaria del partito che governa la città, anche se da quanto apparso sul comunicato stampa della Lega parrebbe aver già prenotato un seggio in Umbria, a discapito dei colleghi uscenti”.

E sì, perché la Lega ha portato ad esempio l’attività, in parlamento, dei “nostri rappresentanti territoriali l’on. Barbara Saltamartini e la sen. Valeria Alessandrini”. Ora, Alessandrini a parte di cui per ora l’unico atto rilevante è stato il selfie di gruppo in piena emergenza coronavirus, non risulta che il deputato “territoriale” per il centrodestra sia, appunto, Barbara Saltamartini, eletta in un altro posto. Delle due l’una: o si approfitta per lanciare un “bel” messaggio al deputato ternano in carica (Raffaele Nevi che è di Forza Italia) oppure qualcuno è finito in confusione. Forse in un momento di euforia.