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LA DECADENZA DEL CENTRO DI TERNI: DAL COMUNE SOLO PEZZE CALDE

Magari fosse vero. Ma quelle deliberazioni che la giunta comunale ternana presenta come misure capaci di rilanciare il centro cittadino sembrano più che altro freccette di carta sparate con la cerbottana contro King Kong. Convenzioni per il sistema di bike sharing, alcune ore di parcheggio gratis sulle strisce blu. La buona volontà c’è e c’è pure la disponibilita ad aggiustare qualcosa cammin facendo: “Abbiamo voluto dare un ulteriore segnale di attenzione alle esigenze di cittadini e delle categorie più in difficoltà – dice il sindaco Leonardo Latini – e procederemo anche nelle prossime settimane con l’applicazione di questi e altri interventi, modulandoli a seconda della situazione generale che continuiamo a monitorare”. I malpensanti potrebbero anche commentare dicendo che si va avanti alla giornata. Invece ormai il problema del centro storico e delle attività – specie commerciali – in difficoltà è talmente incancrenito che solo un deciso, profondo intervento chirurgico può dare speranza di salvare il malato. Perché mica staremo qui a raccontarci che certe difficoltà sono nate con l’emergenza sanitaria! Certo, la paralisi di due o tre mesi ha aggravato la situazione, ma è piovuto sul bagnato.

Resta la zona a traffico limitato, resta la necessità di riorganizzazione la viabialità interna alla stessa Ztl, resta una penuria di parcheggi a ridosso delle attività commerciali, cosa quest’ultima che renderebbe inutile la stessa abolizione della Ztl disperatamente richiesta dai commercianti. Perché non basta che le auto entrino in centro, serve che possano anche sostare. O un pacco voluminoso – tanto per dirne una – si può tranquillamente caricare sulla canna della bicicletta?

Via Lungonera

Eppure l’esempio di via Lungonera e della pista ciclabile dovrebbe aver insegnato qualcosa. Lì le auto, pur se la via è ristretta, possono transitare. Ed allora perché  alcuni commercianti si sono battuti contro quella pista ciclabile? Un’auto dietro l’altra e si arriva al semaforo di Ponte Romano. Hanno protestato, protestano e protesteranno perché con la via più stretta non ci sono parcheggi ed è difficile riuscire a lanciare dal marciapiede le merci azzeccando precisi dentro il finestrino di un’auto in movimento.

Perché gli ipermercati di periferia sono preferiti a quello che veniva definito – il centro cittadino – il più grande centro commerciale del centro Italia? La risposta, non c’è manco da dirlo, sta nel fatto che il parcheggio è (o almeno questo è quello si percepisce) lì, a portata di mano: una scala mobile o due passi e zac sei nel negozio.

Il consiglio comunale, per parte sua e nell’intento di far apparire il tutto come un’azione bene organizzata ed in progressione, ha approvato alcuni aggiustamenti alla viabilità nella Ztl. Ma la “filosofia” di fondo è la solita: tutto un arzigogolamento di sensi unici che casmbiano verso o di tratti che diventano percorribili e altri che da percorribili diventano proibiti, permessi di carico e scarico: una specie di “Facite ammuina” di borbonica memoria. Aggiustamenti secondari che riguardano un‘area cittadina dalle parti di Corso Vecchio. Più o meno (anzi meno) viene fatto per un pezzo di via Primo Maggio. Per non parlare di via Carrara, una “ex via del centro” ormai ridotta a campionario di saracinesche chiuse, e di largo Sant’Agape, per buoni tratti transennata e vietata alla sosta per la minaccia di crolli del teatro Verdi e della Torre di Sant’Agape che è in brache da ormai tanto tempo che anche quelle assi di ferro meritano la tutela della soprintendenza: la situazione è forse risolvibile, come di intende fare, togliendo le transenne e rimediando sei o sette posti auto a rischio crash? La desolazione di via Carrara è forse rimediabile disciplinando, come si propone, il traffico specie nell’ora di entrata e uscita dalle scuole? Che poi di “una” scuola si parla.

Piazza Sant'Agape Terni
Piazza Sant’Agape

Il consiglio comunale ha approva, ma pensa anche che si tratti di interventi risolutivi, capaci di fermare King Kong? Almeno il gruppo Uniti per Terni si è astenuto perché, ha spiegato la capogruppo Paola Pincardini “chiediamo da tempo un piano complessivo per la viabilità cittadina e in particolare quella del centro. Notiamo troppe disfunzioni e troppe anomalie, la situazione attuale in pratica scontenta tutti perché il rispetto delle isole pedonali è relativo, la Ztl è molto estesa e  permeabilissima ma nello stesso tempo mortifica le esigenze degli operatori commerciali che chiedono misure per il rilancio. Con piccoli interventi tampone non si risolve nulla, occorre visione e un pizzico di coraggio, elementi che purtroppo finora non abbiamo visto in questa amministrazione”. Beh, almeno c’è chi prova a pensare a qualcosa di diverso.