Il “no” della Regione all’Acea, per l’M5S è una presa in giro: “Continueranno a bruciare 100mila tonnellate di rifiuti l’anno”

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Comune soddisfatto per il “no” della Regione alla variazione della tipologia di rifiuti all’inceneritore Acea di Terni. Sindaco Latini e vice Salvati lo hanno affermato trionfanti, ma c’è chi pensa che non c’è tanto da vantarsi. Mica per il “no” della Regione! Ma perché poco cambia. Sono i consiglieri comunali ternani del Movimento Cinque Stelle: “Al contrario di quello che Lega ternana vorrebbe far credere, l’inceneritore di Terni continuerà a bruciare 100mila tonnellate di rifiuti ogni anno, parliamo di pulper di cartiera con alta probabilità contaminati da plastiche e collanti. Trasportate annualmente da oltre 4000 camion”, dicono.
“Allo stesso tempo – sostengono in una nota – i cittadini di Terni saranno probabilmente costretti a spegnere i loro caminetti domestici, stando a quanto previsto dal Piano regionale della qualità dell’aria redatto dalla giunta Tesei, con il silenzio assenso della giunta Latini, in cui non si ritiene necessario intervenire a sostegno della sostenibilità ambientale per quanto riguarda gli impianti di matrice industriale”. 

Insomma, una bella contraddizione. Continuano i consiglieri M5S: “Intanto in attesa del piano dei rifiuti regionale che pende come una spada di Damocle sulla nostra città, la giunta regionale non ha ancora chiarito dove intende bruciare il Css (cioè quello stesso rifiuto urbano a cui è stato cambiato il nome), alla luce del fatto che l’impianto Acea è uno di quelli già autorizzati”, grazie – spiegano – “ad uno degli emendamenti che la Lega è riuscita a piazzare all’interno del decreto semplificazioni per mano del sottosegretario Gava con cui è in stretto contatto qualche esponente locale del Carroccio”. In base a quell’emendamento – dice l’M5S – sia l’impianto Acea che quello attualmente non in esercizio di Terni Biomassa potranno bruciare rifiuti urbani trasformati in Css senza essere soggetti alla valutazione di impatto ambientale”. 
Il “no” della Regione sarebbe allora “non altro che una ennesima anacronistica foglia di fico che non risolverà l’annosa questione che vede Terni come il camino unico regionale dove poter bruciare i rifiuti” ma che rende nuovamente concreto il pericolo “di avere due inceneritori attivi in città”.
“Colpisce che la Lega che governa da tre anni il nostro comune, che governa la regione e che sostiene l’attuale governo nazionale, dalle sue pagine ufficiali – conclude la nota del Movimento Cinque Stelle –  ancora tenti di manganellare le opposizioni ree di cercare il modo migliore per attirare l’attenzione su una situazione drammatica, visto il silenzio delle istituzioni sull’inquinamento record registrato in questi ultimi anni ed i richiami dell’Europa e il fallimento totale dell’assessora Salvati la cui delega ormai è circoscritta alla Fontana di piazza Tacito”.