Foligno, un pizzico di taranta e il caldo è meno asfissiante

Irresistibile, magica taranta. Neanche il caldo è infatti riuscito a scoraggiare i tanti, tantissimi – c’è anche chi ha dovuto rinunciarci –, che domenica hanno raggiunto il San Domenico di Foligno per “Un Pizzico di Taranta ”. Un’entusiasmante festa della musica, un annunciato sold-out a firma Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, unico ente sostenitore, e Amici della Musica che ne hanno curato direzione artistica e organizzazione .

Una bella conferma per “ Classica d’Estate ”, appuntamento tra i più attesi in città, che ha scelto per l’edizione 2019 il “classico” della tradizione popolare del Sud, portata in scena dall’Ensemble Le Tre Meno Un Quarto , musicisti di indiscusso talento che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico con una scaletta di pezzi noti e amati . Immancabili Tamurriata Nera, Cicerenella, con una puntata nel Lazio, per l’altrettanto celebre Sora Meneca.

“Dovete lasciarvi andare – è stato l’invito dei musicisti –. Questo concerto va seguito con il cuore. Non sono sonorità colte, vengono dalla terra. Bisogna viverle con passione”. E il pubblico non si è fatto pregare, assecondando la magia di uno spettacolo intessuto sull’energia atavica di pizziche e tarante affidate alla voce e al violino di Nicoletta Salvi, tra l’altro accattivante narratrice nei divertenti botta e risposta con Antonio Merola, voce, tamburi a cornice, percussioni – entusiasmo per il suo assolo! -, e alla chitarra di Jaime Seves. Applausi a scena aperta anche per la Compagnia di Danze Etniche Istòs che ha portato sul palco con la fisicità vorticosa delle danze del meridione, Franca Tarantino, figura tra le più autorevoli a proposito di tradizioni, danzatrice, studiosa, psicoterapeuta, ricercatrice. Impossibile restare fermi. “Un pizzico di Taranta”, concerto colto e popolare insieme, ha stregato l’Auditorium, coinvolgendo il pubblico nell’intreccio magico, nel ritmo incalzante di tarante, pizziche e tarantelle proposte in versione “classica” o rivisitata. Incalzante come le percussioni e le castagnole salentine – le nacchere –, antichi strumenti nelle mani delle bravissime danzatrici Maria Albertone, Nicoletta Grande e Alessandro Calabrese. Quest’ultimo protagonista in chiusura di concerto di uno dei pezzi clou della serata, la Pizzica di Santu Paulu, che lo ha visto danzare e insieme suonare l’organetto a due bassi. Auditorium alle stelle con un doppio bis che ha visto artisti e pubblico cantare e ballare insieme. Nonostante il caldo.

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