Fiorini mantiene la promessa e fa il controblitz a Palazzo Spada

“M’hanno arimasto solo”, diceva in un film Vittorio Gassman che impersonava un romano di borgata. E pure ad Emanuele Fiorini, “l’hanno arimasto solo” ad occupare l’aula consiliare di Terni per protesta “contro il rimpasti blitz della giunta”. Quegli altri che sabato si agitavano tanto, ma giurando fedeltà alla maggioranza che sostiene il sindaco Latini, saranno forse andati in vacanza. E’ pur sempre Ferragosto e le tradizioni vanno rispettate. E così a fare il controblitz è rimasto il solo Fiorini. “Penso che questo rimpasto tradisca il mandato che ci hanno dato gli elettori – afferma deciso – quello di creare un governo trasparente e  alternativo al vecchio sistema di potere.  Vedo che nelle nuove nomine ci sono casi palesi di conflitto di interessi, non è opportuno infatti occuparsi per lavoro di immigrazione e poi gestire la delega amministrativa e politica, quella del sociale, che appunto ha a che fare con gli immigrati e con la loro accoglienza”. Manco a dirlo Fiorini si riferisce a Ceccotti, nuovo assessore leghista che per lavoro si interessa, dicono, dei centri Sprar, d’immigrati.  

“La mia protesta è un atto dovuto nei confronti di tutti quegli elettori che ci hanno mandato a Palazzo Spada, nel nome della trasparenza, del cambio di metodo e di sostanza. Invece vedo che in una sera, in una riunione tra potenti, è stata deciso il rimpasto di giunta, senza informare tutti i consiglieri comunali, i gruppi consiliari, che compongono la maggioranza del sindaco, che lo hanno sostenuto nelle votazioni difficili ed ad alta responsabilità delle manovre finanziarie che si sono succedute in queste settimane. Noi ci abbiamo messo la faccia e le nostre persone, ma ora siamo tenuti all’oscuro, assistiamo a giochi di palazzo che servono solo ad accontentare i potenti e non a dare rappresentanze e risposte al popolo ternano”, aggiunge Fiorini tutto d’un fiato. E se lo dice c’è da ritenere che sia vero. Che sia vero cioè che il rimpasto è stato fatto per volontà e decisione “esterna” da parte di politici che non erano candidati al consiglio comunale di Terni. Un comportamento che non sembra indigni nessuno a Terni le cui Istituzioni sembrano quasi una faccenda privata.

Si cnsuma, quindi, un’altra puntata della telenovela di un’estate solitamente sonnacchiosa a Terni quando si sta sotto Ferragosto. In questo – bisogna riconoscerlo – un cambiamento, una rottura col passato c’è stata. Tanto più perché certe azioni si facevano, certo, ma mai si mandava di traverso il gelato o il bibitone ghiacciato di qualcuno. Cosa che non accade certo a consiglieri di opposizione come Alessandro Gentiletti che manda dalla Spagna fotografie mentre butta giù un “birrone” e da sopra il bicchiere guarda con occhio “sardonico”. Lui l’ha detto subito: “Ritengo positiva la decisione del sindaco sulle politiche sociali. Mi sembra delinei finalmente la nuova strategia che la città, a più voci ed in modo corale, richiedeva da tempo. C’è molto da lavorare e tanto da recuperare. Vedremo se l’amministrazione finalmente ci riuscirà. Noi, dai banchi della minoranza, continueremo a fare il nostro dovere:  senza sconti, in modo incisivo, trasparente e leale. Le sfide da affrontare sono tante, così come i problemi a cui dare voce e risposte: non lasceremo indietro nessuno”.

Anche in passato – si diceva – faccende simili si sono verificate. Lo ricordano due consiglieri del Pd che, in quanto tali, di colpi di mano e cianchette varie hanno una certa esperienza. Vladimiro Orsini e Francesco Filipponi si dicono fortemente preoccupati: “Terni avrebbe bisogno di un confronto politico costruttivo e di una azione di governo basata sulle cose da fare e non sulle guerre di potere – dicono – Guardando anche l’esperienza della amministrazione precedente, sottolineiamo che i balletti in giunta, le entrate e le uscite frenetiche e soprattutto l’utilizzo delle istituzioni per gli equilibri del partito di maggioranza non portano bene né alla città né agli autori di questi protagonismi. In passato come singoli consiglieri abbiamo palesato le nostre critiche, ora lo facciamo a maggiora ragione, costatando una piena continuità”. Appunto! E’ l’esperienza che parla, e andrebbe considerata. Anche se i due consiglieri Pd debbono ammettere che in questo frangente un elemento di cambiamento c’è: “Registriamo che il blitz di Ferragosto rappresenta un inedito, una modalità di azione dettata da chi non ha affrontato il dibattito  né con gli avversari politici ma neanche con gli alleati né tantomeno con gli assessori defenestrati appena un anno dopo dal loro insediamento”, dicono Orsini e Filipponi. E ovviamente chiedono al sindaco “di dare quanto prima comunicazione al consiglio comunale, il massimo organo di rappresentanza democratica della città”.

Quanto prima. Ormai dopo le Feriae Augusti, per dirla romanamente. Ti pare a te che con questa calura qualcuno ci abbia voglia di stare a discutere!

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