Due giorni con Garibaldi per i 170 anni della Repubblica Romana del ’49

garibaldi repubblica romana 1849

Due giorni con Giuseppe Garibaldi: l’8 e il 9 luglio. Con un Garibaldi sconfitto, ma indomito e fiero, che presa coscienza della fine della Repubblica Romana nel  luglio del 1849, al fine di evitare inutili sacrifici, scioglieva l’esercito di volontari che lo aveva seguito nell’avventura esaltante, ma finita in troppo breve tempo. Lasciò libero ognuno di andarsene dove volesse, il Generale, ma dette l’appuntamento alla mattina successiva a coloro che fossero decisi a non abbandonare il sogno di un’Italia unita.

All’appuntamento, il giorno dopo, furono in centinaia. Mossero da Roma decisi a dirigersi verso Venezia. La la prima sosta fu quella di Terni, al Colle di San Valentino, dove i garibaldini si accamparono per passare la notte e riposare un po’. Borgo Garibaldi fu chiamata poi la zona di San Valentino.

La lapide di San Valentino

E Associazione San Valentino- Borgo Garibaldi si chiama quella che insieme all’Associazone Mazziniana, sezione “Salvatorelli”, all’associazione garibaldina Pietro Faustini al centro studi storici di Terni, al circolo filatelico e numismatico “R.M. Borzacchini” è tra gli organizzatori per il pomeriggio di lunedì 8 luglio un’iniziativa che a 170 anni dalla Repubblica Romana del 1849, vuol ricordare la presenza a Terni dei garibaldini. Un’iniziativa che si terrà proprio lì, all’ingresso della sede universitaria nell’ex convento di San Valentino, dove un lapide ricorda la sosta nella notte tra l’8 e il 9 luglio 1849 di Garibaldi e i suoi. Nell’occasione,  dopo un indirizzo di saluto del presidente dell’Associazione San Valentino-Borgo Garibaldi, Eraldo Scatolini, si avranno gli interventi di Sergio Bellezza (per l’associazione garibaldina “Faustini”), Domenico Cialfi (Centro studi storici) Andrea Giardi, (Associazione mazziniana). Sarà poi deposta una corona d’alloro presso la lapide. Per gli appassionati ci sarà anche un annullo filatelico dedicato.

Da Terni Garibaldi e i suoi ripartirono il 9 mattina, e raggiunsero Cesi. L’accampamento qui fu più “stabile”, c’era da riorganizzarsi. In prossimità delle mura di Cesi le due legioni di Garibaldini restarono fino alle prime ore del mattino dell’11 luglio, quando si misero in marcia verso Todi, dopo aver lasciato a Cesi alcuni malati fra cui il frate garibaldino Ugo Bassi. A Cesi quindi una serie più nutrita di iniziative. L’8 luglio, alle 17 a Palazzo Stocchi, dove Garibaldi fu ospitato, s’inaugurerà una mostra documentaria e iconografica sulla Repubblica Romana del 1849, che sarà presentata in una breve conferenza all’Auditorium di San Michele Arcangelo. Martedì, 9 luglio, nel teatro di Cesi, si parlerà dei fatti accaduti a Terni, Narni, Cesi, San Gemini e Aquasparta in quei giorni del 1849. Qui, all’indirizzo di saluto di Lorenzo Ferrante (Pro Loco di Cesi), seguirà un interventi introduttivo di Sergio Bellezza. Quindi Andrea Giardi che parlerà su “Garibaldi e le sue legioni a Terni, Narni, Cesi, San Gemini, Castel Todino, Acquasparta fino a Todi”, con letture di Domenico Cialfi. Seguirà un intervento di Michele Finelli, presidente dell’Associazione mazziniana italiana). Al termine ore 18,30 sarà presentata un’opera grafica di Massimo Zavoli , “Garibaldi a Carsulae il 10 luglio 1849”: alle 19, recital “Il sogno della libertà. Garibaldi a Terni e a Cesi” di e con Stefano De Majo, Stefano Gasperini, Fabrizio Longaroni. Alle 20 e 30, infine, “A tavola con Garibaldi”: tutti a cena – se prenotati – presso il “Molino del duca Cesi”. Le manifestazioni di Cesi sono promosse dall’Associazione mazziniana, in collaborazione col Centro studi storici, l’associazione “Faustini”. la Pro Loco di Cesi, il circolo “Borzacchini”.

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