Comune di Terni, resta in ballo un debito da quasi otto milioni

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Il sindaco di Terni, Leonardo Latini

Non si può mai stare in pace! Uno torna rilassato da un periodo di ferie e già eccoti cadere una tegola addosso. E una delibera dell’Osl notificata all’amministrazione comunale di Terni. Uno dice: cioè? OSL sta per Organo Straordinario di Liquidazione il cui compito è quello di amministrare la gestione dell’indebitamento pregresso “nonché per l’adozione di tutti i provvedimenti per l’estinzione de debiti dell’ente”.. Vale a dire, per chi non si trova a suo agio con le formule del burocratese, che darebbe una mano – mediante indirizzi e indicazioni precise –  al Comune a pagare i debiti legati a quella faccenda del dissesto finanziario. Insomma: problemi creati da quelli di prima. Che però quelli di adesso si sono assunti l’onere di risolvere previa cacciata del primi da Palazzo Spada in favore dei secondi.

L’Osl, quindi,  c’è anche per stabilire quali debiti pregressi si possono infilare nelle determinazioni legate al riconoscimento dello status di Comune in dissesto finanziario.

Va bene. Ma allora quale sarebbe questa tegola? Che un debito che si pensava di “scaricare” tra le procedure di dissesto, a norma di leggi regolamenti resta invece sul groppone dell’amministrazione comunale. Almeno fino a quando un contenzioso che si annuncia defatigante non sarà dichiarato chiuso. Una tegola – per restare nella similitudine – che pesa 7 milioni e 735 mila euro, o forse di più in base a meccanismi che regolano la materia (c’è chi parla di 12 milioni e oltre). Poco? Il dissesto fu dichiarato, è bene ricordare, per debiti fuori bilancio pari a circa 14 milioni. Insomma: non c’è da stare tanto tranquilli. Se il pronunciamento finale fosse sfavorevole, questi soldi il Comune dove li piglia? Ce li avrà? Perché mutui non se ne possono fare (sempre per il dissesto). Alle brutte sarà necessario rinunciare a qualche progetto sbandierato e programmato, in caso contrario si finirà a gambe per aria.

Di quali spese si parla? Si tratta di soldi che erano stati anticipati dall’istituto bancario che cura la tesoreria comunale, l’Unicredit. Tale debito fu segnalato – dagli uffici finanziari comunali – all’Osl chiedendo che fosse inserito nel passivo di competenza del dissesto. La qual cosa comporterebbe una specie di transazione con il creditore, cui verrebbe proposto uno sconto (che può essere anche del 40 o 60 per cento). Ma Unicredit ha fatto sapere che non gli pare proprio che quel debito di sette milioni ecc.ecc. possa essere messo tra quelli da sistemare con le procedure di dissesto.

E quindi quei 7 milioni ecc. ecc. rimangono in sospeso. In quanto l’Osl ha deliberato di sospendere ogni decisione fino a quando la magistratura contabile non si pronuncerà sull’opposizione di Unicredit. Cui ha fatto seguito – perché la storia va avanti da parecchio – un’analoga determinazione da parte della giunta comunale ternana rivoltasi alla magistratura contabile facendosi forte di un parere espresso (a suo tempo) dal Ministero dell’Interno.

Si vedrà. Ma intanto non c’è da campare troppo tranquilli. Però, per inciso, va anche notato: questo Organo straordinario di Liquidazione non ti si va a riunire proprio mentre in Comune tutto tace? Il 21 agosto, ha deciso. Ma allora ditelo.