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A Terni il funerale diventa un lusso: il Comune introduce nuove tariffe (salate)

Il siodaco di Terni, Leonardo Latini

“Nelle prove di rinascimento ternano, tanto decantato dalla giunta Latini, arriva la delibera tassa defunti bis. Latini il Magnifico non sente ragioni, nuovi salassi per i cittadini. In sostanza – dichiarano in una nota congiunta Movimento Cinque Stelle, Senso Civico e Pd – l’amministrazione comunale continua a voler far cassa con i morti e  tornando alla carica con la delibera  del caro defunto”. 

Ad una prima delibera di giunta che aveva provocato non poche critiche, la giunta comunale ne ha sostiuita una tutta nuova. Ma secondo le minoranze “Nel nuovo atto viene mantenuto l’impianto della vecchia delibera, vengono spalmate e limate alcune voci di spesa, ma nel complesso i costi restano una vera mazzata per gli abitanti di una città che versa in una grave crisi economica”.
Ed elencano alcune tariffe che, aggiunto M5S, Pd e Senso Civico, “prima non esistevano” ed ora “volute dal centrodestra ternano”: inumazione arti e feretri: da zero a 80 euro; inumazione urna cineraria: da zero a 350 euro; deposito feretri in transito: da zero a 160  euro; autorizzazione piccoli lavori manutenzione: da zero a 160 euro.

“Tariffe – spiegano i gruppi di minoranza a Palazzo Spada – che sommate alle altre in elenco portano ad aumenti da capogiro per centinaia di euro. Grave che queste decisioni – concludono Movimento Cinque Stelle, Senso Civico e Pd –  vengano prese a porte chiuse eludendo il confronto richiesto dagli operatori del settore, una richiesta che era stata fatta esclusivamente a tutela di cittadini che loro malgrado si troveranno a pagare una tassa sulla morte insostenibile. Soldi che non finiranno dalle tasche dei cittadini direttamente nelle casse del comune. Una delle tante vergogne del rinascimento dell’era Latini: quando c’è da mettere le mani in tasca ai ternani diventa realmente Magnifico“.

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