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A-SOCIAL/ Dalla Telfer ai gonfaloni

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TELFER 1 – Ma se la Telfer, la passerella sulla Valnerina, era bell’e cadente, perché tutto questo lavoro per tirarla giù?
Non bastava una botta con la benna della ruspa per farla cadere?

TELFER 2- A proposito di Telfer e del terrore scoperto all’improvviso da tanti, di passarci sotto. Finora ha provocato
solo due feriti: quella coppia di coniugi che si sono ribaltati con l’auto sulla strada alternativa Romita-San
Liberatore-Collestatte, ovviamente non in grado di sopportare una gran mole di traffico. Comunque già c’è
stato chi, più realista del re, ha proposto di buttar giù le piante che costeggiano quella strada. Anche se sono
querce e non pini. Ormai è un luogo Comune: sfasciamo tutto così poi potremo dire di essere stati noi a ricostruire.

MODESTAMENTE… – Adesso il censimento diventa permanente, un po’ come la rivoluzione di Mao Zedong. L’assessore ai servizi
demografici e statistici del Comune di Terni Sonia Bertocco lo annuncia con una vena di trionfalismo.
Manco fosse stata lei a deciderlo!

GONFALONI 1 – Sarà che viene bene sulle foto, ma ormai la specializzazione del vicepresidente del consiglio Devid Maggiora
è diventata quella di andare in giro per l’Italia con due vigili urbani e il gonfalone di Terni. È presenziatore
ufficiale alle ricorrenze di stragi o eventi cruenti della seconda guerra mondiale che hanno portato
alla morte di innocenti cittadini. Il Comune di Terni sta lì in prima fila nientepopodimenoché con uno dei vicepresidenti
del consiglio comunale. Se non è proprio il due di coppe, il quattro.
Saputo della decisione di inviare uno dei suoi vice a tenere il gonfalone di Terni a Marzabotto, il presidente
del consiglio comunale Francesco Maria Ferranti ha dichiarato: “Esprimo soddisfazione per una scelta responsabile
e seria”. “La delibera è impugnabile” ha detto De Luca (M5S).

GONFALONI 2 -È arrivata sul tavolo dell’economo del Comune la seguente nota di rimborso spese: “Panini con porchetta
due (i vigili mezzo per uno), gazzose una, bicchieri di vino due (mezzi). PS. Lo volevano rosso, ma io ho
detto: Mai! PS2: Figura da peracottari, lo so, ma la colpa è della giunta di prima che ha provocato “sto cacchio di dissesto”.
E poi vergato di traverso con la matita copiativa: “Io non ce vojo anna’ più”. Non c’è firma, così
l’economo nemmeno sa a chi rimborsare i 5 euro e 45 cent.

 

A-Social è una rubrica settimanale curata da Giovanni Schicchi 
tratta dal periodico dell’Associazione “Berlinguer” di Terni, “Il Fermaglio”