11 giugno 1944: Alleati ormai a Orte, la Folgore non basta a fermarli

11 giugno
11 giugno
Le truppe alleate entrano a Terni da San Valentino, provenienti dalla Salaria

L’11 giugno 1944, il bollettino ufficiale della Repubblica Sociale Italiana che riferiva le notizie dal fronte di guerra era cercava di diffondere fiducia e ottimismo. Annunciava, prima di tutto, che  “L’Italia è tornata al combattimento, è tornata all’onore. E su di questa strada l’hanno riportata i giovanissimi combattenti della Repubblica che nasce da un travaglio senza uguali”. Un impegno sul fronte italiano che i tedeschi non mancarono di apprezzare: “Nei violenti combattimenti di questi ultimi giorni si sono particolarmente distinti reparto del reggimento paracadutisti “Folgore”, dell’Esercito Repubblicano Italiano”, sottolineavano nel loro bollettino di guerra.

Ma come andavano le cose? Beh, insomma… Il bollettino nel dar conto della giornata del 10 giugno riferiva che c’erano stati combattimenti importanti solo dalle parti del lago di Vico “dove le unità americane sono state impegnate sui Monti Cimini”. Il nemico avanzava, si aggiungeva, ma con cautela “per l’incognita della temibilissima reazione germanica”. Intanto erano arrivate le truppe britanniche a dar man forte agli americani, che erano stremati per “gli attacchi logoranti delle retroguardie corazzate germaniche”. Però unità della V Armata erano giunte a Tuscania

E non solo: “Riusciti a varcare il Tevere a nord di Civita Castellana – raccontava il comunicato ufficiale.- gli americani, che hanno per obiettivo una ulteriore puntata sulla Flaminia sino a Terni, si sono viste sbarrare il passo al bivio di Orte, dove azioni di rallentamento sono ancora in corso.

Al 13 giugno, giorno della Liberazione di Terni (⇒) dalle truppe nazifasciste, mancavano solo quarantott’ore. E comunque le truppe alleate, quel giorno, entrarono in città dalla Salaria e non dalla Flaminia.

 

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