Scompare Alceo Massarucci, per due volte sindaco di Terni

 

 

20 gennaio 1923

A Roma muore, allì’età di 91 anni Alceo Massarucci, senatore del Regno d’Italia, per anni membro della Camera dei deputati e per due volte sindaco di Terni, la città in cui era nato nel 1832.

Sindaco in due occasioni. La prima nel 1888 in un momento difficile per Terni che cercava di far fronte alle esigenze sorte con la rapida industrializzazione cittadina. La situazione abitativa era esplosiva in un centro che nel giro di pochissimi anni aveva visto raddoppiare il numero dei suoi abitanti. Il sovraffollamento  era causa di problemi riguardanti il vivere civile, con liti e aggressioni, e la situazione igienico-sanitaria. Non appena diventato sindaco, nel 1888, Massarucci avviò un programma ambizioso ma anche talmente oneroso che non poté essere attuato. Prevedeva un notevole ampliamento della città, la costruzione di nuovo vie e la realizzazione di una rete fognaria. A causa della mancata attuazione del suo programma, Massarucci dovette dimettersi. Nel 1892, a seguito di nuove elezioni per lui vittoriose, divenne nuovamente primo cittadino di Terni.  Anche quelli furono anni difficili per la crisi economica che aveva colpito le maggiori industrie ternane. Nel 1894 la maggioranza che lo sosteneva si frantumò e Massarucci si dimise, dedicandosi esclusivamente agli impegni di senatore del Regno d’Italia.

Terni Palazzo Spada
La famiglia Massarucci fu proprietaria di Palazzo Spada

Di famiglia nobile e facoltosa (che tra l’altro fu proprietaria di Palazzo Spada), a 17 anni si era arruolato tra i volontari della Repubblica Romana. Mazziniano, poi  appartenne alla sinistra moderata. Fu per molti anni consigliere municipale di Terni e consigliere della Provincia di Perugia, di cui, come noto, Terni faceva parte.

Partecipò attivamente anche alle battaglie del Risorgimento italiano e fu con  i Cacciatori del Tevere, tra gli ufficiali del generale Masi, e fu tra gli organizzatori della spedizione garibaldina a Mentana. Nel 1870 divenne il primo ternano eletto alla Camera dei deputati del Regno d’Italia e fu confermato in tutte le successive elezioni fino al 1882.

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